Centro per Uomini Autori di Violenza C.U.A.V.
L.I.B.E.R.A.T.I.
Luogo di Intervento per il Benessere, l’Educazione e la Responsabilità
Azioni per la Trasformazione Individuale
Identita’ e origine del centro
Il C.U.A.V. L.I.B.E.R.A.T.I. nasce dall’esperienza dello Sportello Liberati, attivato nel maggio 2024 sulla base della convenzione sottoscritta dal Presidente del Tribunale di Benevento, dal Direttore dell’U.E.P.E. di Benevento e dal Consorzio Sale della Terra.
La convenzione è finalizzata allo svolgimento di percorsi di recupero destinati agli autori di violenza domestica, sessuale e di genere, nonché di condotte violente commesse nei confronti di minori. Il Centro intende offrire uno spazio qualificato di ascolto, valutazione e responsabilizzazione, contribuendo alla prevenzione della violenza e alla riduzione del rischio di reiterazione.
Accreditamento
A seguito della procedura prevista dall’articolo 8 del decreto interministeriale 22 gennaio 2025, con provvedimento n. 1626 I.D. del 3 giugno 2026 è stata disposta l’ammissione del C.U.A.V. L.I.B.E.R.A.T.I. tra i centri accreditati.
Il Centro opera in raccordo con i servizi sociali, sanitari e giudiziari competenti e con i soggetti impegnati nella prevenzione e nel contrasto della violenza domestica e di genere. La sede operativa è presso la Cittadella del Welcome, in via Giovanni della Casa n. 19, Benevento.
Finalità e destinatari
Il Centro si rivolge agli uomini maggiorenni che hanno posto in essere, oppure temono di poter porre in essere, comportamenti violenti di natura fisica, psicologica, economica o sessuale, atti persecutori, condotte di controllo o altre forme di abuso nei confronti della partner, dell’ex partner o di altri componenti del nucleo familiare.
I percorsi proposti aiutano la persona a riconoscere la violenza esercitata, comprenderne gli effetti, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e acquisire modalità relazionali fondate sul rispetto, sulla parità e sulla non violenza. L’intervento non è diretto a giustificare o minimizzare le condotte, ma a promuovere un cambiamento concreto e verificabile.
Obiettivi
Attraverso percorsi individuali e di gruppo, il C.U.A.V. L.I.B.E.R.A.T.I. promuove consapevolezza, responsabilizzazione e cambiamento negli uomini autori o potenziali autori di violenza.

Proteggere le vittime e i figli
La sicurezza, la dignità e i diritti delle donne che hanno subito violenza costituiscono il riferimento prioritario dell’intervento. Particolare attenzione è riservata ai figli e alle figlie che abbiano assistito alla violenza o ne abbiano subito, direttamente o indirettamente, le conseguenze.
Il percorso rivolto all’autore non sostituisce gli interventi di protezione e sostegno destinati alle vittime e ai minori, ma si inserisce in un sistema coordinato di prevenzione, valutazione e gestione del rischio.
Prevenire e limitare il rischio di recidiva
Il Centro mira a interrompere i comportamenti violenti, abusivi, intimidatori o di controllo e a ridurre il rischio che possano ripetersi. Il lavoro è orientato all’individuazione dei segnali di rischio, dei meccanismi di escalation e delle modalità mediante le quali vengono esercitati potere e controllo nelle relazioni affettive e familiari.
Promuovere l’assunzione di responsabilità
Il percorso accompagna l’uomo a riconoscere la natura e la gravità delle proprie condotte, contrastando la negazione, la minimizzazione e l’attribuzione della responsabilità alla partner, allo stress, alle difficoltà familiari o ad altre circostanze esterne. Nessuna condizione personale o relazionale può giustificare l’esercizio della violenza.
Sviluppare comportamenti alternativi alla violenza
Gli interventi forniscono strumenti per riconoscere e gestire diversamente rabbia, frustrazione, gelosia, conflitti e difficoltà relazionali. Vengono promosse modalità comunicative non violente, fondate sull’ascolto, sul rispetto dell’autonomia dell’altra persona e sul riconoscimento dei confini personali.
Comprendere gli effetti della violenza
Il Centro favorisce la consapevolezza delle conseguenze della violenza sulla salute fisica e psicologica della donna, sulla relazione di coppia, sul contesto familiare e sull’esercizio della funzione genitoriale. Il percorso considera inoltre gli effetti della violenza assistita sullo sviluppo emotivo, relazionale e psicologico dei bambini e delle bambine.
Promuovere la parità e il rispetto
Il percorso propone una riflessione critica sui modelli culturali che collegano l’identità maschile al controllo, al possesso, alla forza e alla superiorità. L’obiettivo è contrastare gli stereotipi di genere e promuovere relazioni fondate sulla parità, sull’autodeterminazione, sul rispetto delle differenze e sul rifiuto di qualsiasi forma di abuso
Attività previste
Le attività del Centro comprendono:
- gruppi psico-socio-educativi finalizzati alla responsabilizzazione e al cambiamento dei comportamenti;
- incontri collettivi di confronto;
- percorsi individuali di sostegno psicologico;
- colloqui preliminari di informazione, valutazione e orientamento;
- attività di informazione, sensibilizzazione e formazione rivolte alla comunità e agli operatori.
L’ammissione al percorso è preceduta da una fase di valutazione iniziale, necessaria per verificare le condizioni di accesso, la motivazione della persona, il livello di rischio e l’adeguatezza dell’intervento proposto.
La rete territoriale
Il C.U.A.V. L.I.B.E.R.A.T.I. considera essenziale la collaborazione con i soggetti pubblici e privati che operano nella prevenzione e nel contrasto della violenza domestica e di genere. L’attività viene sviluppata, secondo le rispettive competenze, in raccordo con:
- servizi sociali comunali e di ambito;
- servizi sanitari e socio-sanitari territoriali;
- centri antiviolenza e strutture per la protezione delle vittime;
- servizi giudiziari, Tribunale e Procura della Repubblica;
- Ufficio di esecuzione penale esterna;
- Forze dell’ordine;
- istituti penitenziari;
- avvocati e altri professionisti;
- istituti scolastici e agenzie educative;
- enti del Terzo settore presenti sul territorio.
La collaborazione con i servizi di sostegno e protezione delle vittime viene realizzata nel rispetto della reciproca autonomia organizzativa, della riservatezza e della prioritaria esigenza di sicurezza delle donne e dei minori.
Modalità di accesso e persone destinatarie
Uomini che accedono spontaneamente
Possono rivolgersi direttamente al Centro gli uomini che riconoscono di avere esercitato comportamenti violenti, aggressivi, minacciosi, persecutori o di controllo nei confronti della partner o dell’ex partner. Possono chiedere aiuto anche coloro che temono di poter agire tali comportamenti o incontrano difficoltà nella gestione della rabbia, della gelosia, della separazione o della conclusione di una relazione.
Uomini inviati nell’ambito di un percorso istituzionale o giudiziario
Possono accedere al Centro anche gli uomini inseriti in procedimenti o percorsi relativi a reati di violenza domestica e di genere. L’invio può avvenire tramite l’U.E.P.E., il legale di riferimento o sulla base di una decisione dell’autorità giudiziaria.
Anche in presenza di un invio istituzionale, l’inserimento è preceduto da una valutazione iniziale e lo svolgimento del percorso resta regolato dalle disposizioni applicabili e dagli accordi effettivamente sottoscritti dal Centro.
Operatori, professionisti e scuole
Il Centro può realizzare attività di consulenza, formazione, intervisione e supervisione rivolte agli operatori sociali, sanitari, educativi e giudiziari che entrano in contatto con situazioni di violenza domestica e di genere.
In collaborazione con gli istituti scolastici possono essere promossi incontri di sensibilizzazione e progetti educativi finalizzati a riconoscere le diverse forme di violenza, prevenire i comportamenti abusivi, contrastare gli stereotipi di genere e diffondere una cultura della parità e della non violenza.

Una violazione dei diritti umani
Comprendere la violenza maschile contro le donne
La violenza nei confronti delle donne costituisce una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione. Comprende gli atti fondati sul genere che producono, o possono produrre, danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, nonché le minacce, la coercizione e la privazione arbitraria della libertà, nella vita pubblica come in quella privata.
Conflitto e violenza non sono la stessa cosa
Il conflitto nasce dal confronto tra posizioni differenti e può essere affrontato su un piano di parità, nel quale ciascuna persona conserva valore, dignità e libertà di espressione. Il confronto può condurre a soluzioni condivise, anche quando le opinioni restano diverse.
Nella violenza, invece, la parità viene meno: una persona impone il proprio potere sull’altra attraverso il controllo, la minaccia, l’aggressione, la coercizione o l’uso di risorse economiche e relazionali. In questa situazione non vi è un reale spazio di confronto, perché una parte domina e limita la libertà dell’altra.
Le principali forme di violenza
Violenza fisica
Comprende i comportamenti intenzionali che provocano un danno o mettono a rischio l’integrità psicofisica, quali calci, pugni, schiaffi, spinte, bruciature, morsi, trascinamenti, soffocamenti e colpi inferti con oggetti.
Violenza psicologica
Comprende minacce, intimidazioni, umiliazioni, svalutazioni, isolamento, ricatti, controllo continuo e comportamenti diretti a ridurre l’autonomia, la sicurezza e l’autostima dell’altra persona.
Violenza economica
Si manifesta attraverso il controllo o la sottrazione delle risorse economiche, l’impedimento a lavorare, l’obbligo di rendicontare ogni spesa, l’esclusione dalle decisioni patrimoniali o altre condotte che determinano dipendenza economica.
Violenza sessuale
Comprende ogni comportamento con il quale una persona viene costretta o indotta a compiere o subire atti sessuali senza un consenso libero e attuale. Può verificarsi anche all’interno di una relazione affettiva o coniugale.
Atti persecutori e controllo digitale
Comprendono contatti insistenti e indesiderati, pedinamenti, sorveglianza, minacce, controllo del telefono o dei profili digitali e altre condotte reiterate che provocano paura, limitano le abitudini di vita o comprimono la libertà personale.
Cornice normativa
Il progetto si colloca nel quadro europeo e nazionale dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica.
La Convenzione del Consiglio d’Europa di Istanbul, adottata nel 2011 e ratificata dall’Italia con la legge n. 77 del 2013, attribuisce rilievo alle attività di prevenzione. In particolare, gli articoli 12 e 16 richiedono programmi rivolti agli autori di violenza domestica, finalizzati a favorire comportamenti non violenti, prevenire nuovi episodi e modificare i modelli comportamentali violenti, mantenendo prioritarie la sicurezza e i diritti delle vittime.
Il decreto-legge n. 93 del 2013, convertito dalla legge n. 119 del 2013, ha rafforzato il sistema nazionale di prevenzione e contrasto della violenza di genere e ha previsto interventi rivolti anche agli autori, con la finalità di favorirne il recupero e limitare la reiterazione delle condotte.
La legge n. 69 del 2019, conosciuta come “Codice Rosso”, ha modificato l’articolo 165 del Codice penale, prevedendo, per determinati reati di violenza domestica e di genere, che la sospensione condizionale della pena sia subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero.
La legge n. 168 del 2023 ha ulteriormente rafforzato la disciplina, attribuendo rilievo alla partecipazione e al superamento con esito favorevole dei percorsi e regolando i flussi informativi tra gli enti, l’U.E.P.E. e l’autorità giudiziaria.
Il decreto interministeriale 22 gennaio 2025 disciplina i criteri e le modalità per il riconoscimento e l’accreditamento degli enti e delle associazioni abilitati a organizzare percorsi di recupero destinati agli autori di reati di violenza contro le donne e di violenza domestica.
Riferimenti essenziali
- Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul, 2011)
- Legge 15 ottobre 2013, n. 119
- Legge 19 luglio 2019, n. 69
- Legge 24 novembre 2023, n. 168
- Decreto interministeriale 22 gennaio 2025 – riconoscimento e accreditamento dei C.U.A.V.
- Consorzio Sale della Terra – Libertà Partecipate
