«Non un manuale teorico, ma uno strumento nato dalla pratica quotidiana di chi, da oltre dieci anni, fa da ponte tra culture, lingue e mondi diversi nei piccoli comuni del Sud Italia. È la “𝐆𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚. 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨/𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐒𝐚𝐢”, pubblicata dalla Rete “Sale della Terra”: dieci punti chiave che condensano l’esperienza maturata sul campo dal 2014 a oggi, pensati per chi lavora – o si affaccia per la prima volta – nel sistema di accoglienza e integrazione.
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A raccontare la genesi del documento è Giovanna Zollo, direttrice della Rete Sai del consorzio Sale della Terra, che insieme a Musah Awudu, coordinatore dei mediatori culturali, e Giulio Ricotti, coordinatore dell’area Sai, compone la direzione da cui è partita l’idea. «Era necessario strutturare quella che da sempre è stata la buona prassi della mediazione utilizzata da Sale della Terra», spiega Zollo. «Noi siamo partiti col primo progetto di accoglienza nel 2014, proprio con Musah, e tutte quelle che erano state le buone prassi utilizzate nei progetti – sia per accogliere e orientare i beneficiari sul territorio, sia per superare quelli che potevano essere dei conflitti – andavano rese spendibili non solo nei nostri progetti, ma in tutti i progetti di accoglienza».
I numeri danno la misura della crescita del Consorzio: circa quaranta comuni coinvolti nella rete Sai tra progetti ordinari e ampliamenti, distribuiti in cinque regioni del Sud Italia – Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata – con oltre venti mediatori interni che coprono quasi tutte le lingue parlate dai beneficiari accolti, dalle lingue francofone e anglofone ai dialetti africani. Un patrimonio umano e professionale che chiedeva di essere messo a sistema»…
Grazie a VITA e ad Anna Spena per l’articolo, che potete leggere per intero qui
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