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L’economia che rigenera le comunità

Mettere la persona al centro dei processi produttivi, superare la logica del mero profitto e dimostrare che l’inclusione sociale è il vero motore dello sviluppo economico dei territori. Si è chiuso con questi temi il ciclo di dibattiti per il Decennale del Consorzio Sale della Terra, svoltosi presso la Sede Nazionale di Pietrelcina.

Il panel tematico “Economia Civile ed Economia Vitale”, moderato dal giornalista de la Repubblica Marco Panara, ha visto un ricco confronto tra esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, della formazione e della finanza etica.

Le Case History: dal lavoro fragile al riscatto d’impresa
I lavori sono stati aperti dalla presentazione del DIT Sale della Terra Salento e dalla proiezione di un video emozionale che ha ripercorso le principali case history nate in seno al Consorzio: la rete dei bistrot e bar sociali #alimenta (Benevento, Lecce, Anacapri), la Pasticceria Russo 1973, la Fattoria Sociale Orto di Casa Betania e il Welcome Sport Village.

Come sottolineato da Francesco Giangregorio (Direzione Economia Civile Sale della Terra), queste attività d’impresa generano oggi circa 1 milione di euro di fatturato annuo, impiegando oltre 50 lavoratori (di cui più del 30% appartenenti a fasce svantaggiate) con contratti a tempo indeterminato, coniugando l’efficienza economica con la tutela della fragilità.

Un nuovo paradigma: dall’Homo Oeconomicus all’Homo Vitalis
Nel suo intervento introduttivo, il moderatore Marco Panara ha evidenziato i limiti del capitalismo estrattivo, ricordando la teorizzazione del professor Giuseppe Marotta sul passaggio dall’’homo oeconomicus’ (l’individuo guidato unicamente dall’interesse personale) all’’homo vitalis’, ovvero un soggetto economico civile che assume la responsabilità sociale e ambientale delle proprie scelte.

Sul valore storico ed educativo dell’economia civile si è soffermata Beatrice Cerrino, docente della Scuola di Economia Civile (SEC). Oltre a portare i saluti del presidente della SEC Luigino Bruni, Cerrino ha ricordato le radici campane della disciplina con Antonio Genovesi, titolare nel 1754 a Napoli della prima cattedra di economia al mondo:

«Genovesi definiva l’economia come la ‘scienza della pubblica felicità’, basata sul principio ‘Homo homini natura amicus’. L’economia civile dimostra che la cooperazione produce valore moltiplicativo e risposte concrete ai bisogni delle comunità».

Lavoro, formazione e finanza etica al servizio dei territori
Per Vincenzo Durante (Responsabile U.O. Occupazione di Invitalia), «l’economia sociale è un’economia intelligente». Durante ha illustrato l’impegno di Invitalia nel supportare il Terzo Settore attraverso strumenti dedicati e forme di incentivazione che vedono le imprese ad impatto sociale sempre più competitive sul mercato.

Appassionato l’appello di Suor Manuela Robazza, Presidente CIOFS-FP, che ha evidenziato l’urgenza di contrastare la piaga dei NEET e la marginalizzazione dei giovani, specialmente nel Mezzogiorno: «Sale della Terra compie un’opera evangelica e civile: riscatta realtà che sembrano morte ma che in verità stanno solo dormendo, restituendo voce, dignità e lavoro a chi ne ha più bisogno».

Il ruolo del credito è stato affrontato da Aldo Soldi, Presidente di Banca Etica: «Finanziamo le realtà che rendono il Paese più civile. La sfida della finanza etica è stare sul mercato con efficienza e trasparenza, mettendo il denaro al servizio dei diritti, della coesione sociale e della sostenibilità ambientale».

Borgomeo: «Il sociale è il vero motore dello sviluppo meridionale»
In conclusione, Carlo Borgomeo (già Presidente della Fondazione con il Sud) ha spronato il Terzo Settore ad acquisire piena consapevolezza della propria forza:

«Dobbiamo smetterla di definirci in negativo come ‘non-profit’ o ‘non-governativo’. Siamo ‘agenti di cambiamento’. Nel Mezzogiorno abbiamo dimostrato che non sono le cattedrali industriali calate dall’alto a creare sviluppo, ma le iniziative di comunità che partono dall’accoglienza dei fragili. Come dice il Vangelo, la pietra scartata dai costruttori diventa la pietra d’angolo dell’edificio sociale».

A chiusura dei lavori, il Presidente Angelo Moretti ha rilanciato la sfida del Consorzio verso la nascita di una “Scuola di Economia Vitale”, per formare i futuri dirigenti del Terzo Settore e dell’imprenditoria sociale. I partecipanti si sono poi trasferiti presso il Borgo Sociale Regionale di Roccabascerana per il pranzo sociale e la festa conclusiva del Decennale.

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