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Ucraina. Il popolo della pace dall’Italia a Kiev: in 100 davanti all’ospedale distrutto

di Giacomo Gambassi su AVVENIRE

Undicesima spedizione patrocinata dal Movimento europeo di azione non violenta. Il motto: non possiamo tacere. La preghiera in piazza Sofia

«È nostro dovere essere vicini alla popolazione ucraina con una presenza attiva e concreta per costruire relazioni di pace». Lucio Turra si muove fra le macerie dell’ospedale pediatrico di Kiev colpito lunedì scorso nel bombardamento russo sull’interna nazione che ha fatto 41 morti. È nella metropoli «grazie all’Azione cattolica», come lui stesso racconta. Ed è uno dei cento “pacificatori” che dall’Italia sono arrivati in città con il Mean, il Movimento europeo di azione non-violenta. Una rete nata nelle prime settimane dell’aggressione russa che raccoglie sigle della società civile, del terzo settore e del mondo cattolico: dall’Ac al Movimento adulti scout, dal Movimento di volontariato italiano a Base Italia, dal Movimento dei focolari a Vita. Con loro anche i rappresentanti dell’Anci, l’Associazione Comuni italiani.

È l’undicesima spedizione del “popolo della pace” targato Mean in Ucraina che stavolta ruota attorno una data “simbolo”: quella dell’11 luglio. La memoria liturgica di san Benedetto, patrono d’Europa, a 60 anni dalla proclamazione da parte di Paolo VI. E l’anniversario della strage di Srebrenica, la mattanza di 8mila uomini e bambini musulmani bosniaci pianificata nel 1995 dal generale serbo Mladic durante la guerra nell’ex Jugoslavia. «Una data che è, al tempo stesso, invito alla preghiera, grido di denuncia e richiamo alla responsabilità», afferma uno dei portavoce del movimento, Angelo Moretti. Come racconta il programma della giornata di ieri in cui si intrecciano dolore e speranza.

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https://www.avvenire.it/attualita/pagine/ricostruire-dalle-macerie-della-guerra-torna-a-kiev

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