La Rete Sale della Terra da sempre è impegnata nella lotta al caporalato e lunedì 30 gennaio il nostro Presidente Angelo Moretti era a Napoli per firmare il Protocollo di intesa di contrasto al caporalato della Regione Campania, che avrà durata di cinque anni.
La Regione Campania è partner dei Programmi Supreme-ITALIA e Help desk anticaporalato PIUSupreme, tra le attività di governance promosse dal Programma Su.Pr.Eme. Italia la Regione Campania ha istituito il Tavolo Regionale di Contrasto al Caporalato.
Insediatosi il 13 dicembre 2021, ha come obiettivo quello di attuare programmi di prevenzione e contrasto alle forme di grave sfruttamento lavorativo dei migranti occupati nel settore agricolo ed in altri settori.
Come ente del terzo settore, partecipante al Tavolo Regionale di Contrasto al Caporalato, abbiamo messo in campo una proposta che parte da una considerazione: il caporalato è una degenerazione dell’agricoltura, ed esiste una rete istituita dall’INPS che ha l’obiettivo di incentivare la buona agricoltura, ovvero la Relaq, “La Rete del lavoro agricolo di qualità”, una whitelist alla quale aderiscono tutte le aziende in regola rispetto delle norme in materia di lavoro.
La nostra proposta è pretendere che la Regione Campania utilizzi la Relaq e l’agricoltura sociale quando aggiudica appalti o fa affidamenti diretti rispetto alle mense di scuole, caserme e ospedali in modo da creare una condizione di favore rispetto a chi tutela i lavoratori in agricoltura e a chi contrasta le forme di caporalato, sarebbe la prima vera forma di vantaggio che si darebbe a chi rispetta le regole.
Sappiamo che il mercato privato è ancora appannaggio della grande distribuzione, che non sempre verifica la provenienza delle salse e dei prodotti agricoli, quindi almeno in caso di affidamenti negli enti pubblici ci si dovrebbe rivolgere solo a chi è iscritto alla Relaq.
all’individuazione dei destinatari finali dei dispositivi e delle azioni progettuali, e provvedere all’erogazione di servizi integrati di outreaching, accoglienza, consulenza giuridico-amministrativa, rivolti a cittadini che si trovino in condizioni di potenziale sfruttamento lavorativo, con l’obiettivo di fornire una serie di servizi tra i quali:
•mediazione linguistico-culturale
•accoglienza materiale
•formazione e riqualificazione professionale
•orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, anche autonomo, abitativo e sociale
•tutela legale psico-socio-sanitaria
favorire la condivisione e la messa in rete dei servizi attraverso la sottoscrizione di Protocolli operativi con servizi di coordinamento istituzionale e interistituzionale.



