Lo scorso 10 luglio, nell’ambito degli incontri organizzata in occasione del Decennale “Sale della Terra”, il Palavetro di Pietrelcina ha ospitato, dopo il panel sul #Welcome, anche l’atteso dibattito “Welfare Meridiano, 10 anni di innovazione sociale al Sud”: un viaggio e un momento di riflessione volti a fare il punto su un decennio di pratiche, esperienze e visioni capaci di ripensare i modelli di sviluppo a partire dalle comunità e dai territori.

Il titolo del panel, moderato dal Direttore di VITA Società Editoriale Stefano Arduini, prende significativamente spunto dall’ultimo libro del presidente “Sale della Terra” Angelo Moretti, “Welfare Meridiano”, ne quale ribalta la retorica del Sud perennemente in fondo alle classifiche sulla qualità della vita, dimostrando come durante le grandi crisi (a partire dalla pandemia) sia crollato proprio il modello di welfare prestazionale e industrializzato del Nord (RSA, grandi strutture collettive). A reggere l’urto è stato invece il “Welfare Meridiano”: uno stato sociale basato sulla vicinanza, sui piccoli comuni, sui Budget di Salute, sull’accoglienza diffusa e sulla cura comunitaria che non incasella la fragilità in “posti letto”, ma unisce il disagio all’agio. Una visione e un pensiero che l’Italia dovrebbe importare da Sud, anziché tentare di esportare al Mezzogiorno i modelli separatisti del Settentrione.
Ad aprire il pomeriggio è stata la presentazione del DIT (Distretto Integrato Territoriale) Sale della Terra Sicilia, a cura della responsabile Angela Natoli. Natoli ha illustrato la crescita straordinaria della rete nell’isola, dove Sale della Terra ha all’attivo diversi progetti di accoglienza SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), oltre a iniziative di agricoltura e inclusione sociale che stanno ridando vita a piccoli comuni delle aree interne (come Bivona, San Salvatore di Fitalia e Calascibetta) e sperimentando l’accoglienza nella città metropolitana di Palermo. Il dibattito è stato inoltre introdotto dal racconto dei Nidi di comunità, progetto sostenuto da Con i bambini, a cura della pediatra Antonella Casani e di Daniele Taffon (Ambiente e Diversità Campagna Amica).

Le caratteristiche del Welfare Meridiano: qualità, leadership e nodi politici
Nel vivo del dialogo, Marco Imperiale, Direttore Generale di Fondazione Con il Sud, ha evidenziato come il successo delle esperienze sociali più mature nel Mezzogiorno si fondi su una ricerca costante della qualità dei beni e dei servizi e sulla presenza di leadership carismatiche e competenti. Ha inoltre sottolineato una forte dimensione politica intrinseca (intesa come capacità di produrre sviluppo locale) e la tendenza storica a nascere e crescere “nonostante il pubblico”.
Sul tema dell’autonomia e della spinta creativa è intervenuta anche Anna Ceprano, presidente di Legacoop Campania, evidenziando come la cooperazione sociale al Sud sia spesso costretta ad “andare controvento”, scontrandosi con una pubblica amministrazione talvolta rigida, ma trovando proprio in questa fatica la forza per esprimere un welfare libero ed un civismo attivo e consapevole.

Accoglienza e capitale umano: la locomotiva del Sud
Camilla Orlandi, Responsabile del Dipartimento Politiche per l’integrazione e l’accoglienza di ANCI, ha ricordato come il Mezzogiorno rappresenti la vera e propria “locomotiva” della rete SAI nazionale. Orlandi ha lodato l’altissima qualità del capitale umano e la forte motivazione degli operatori del Sud, sottolineando però la necessità di costruire intorno a queste realtà una rete di supporto istituzionale per non lasciare soli i sindaci che scelgono la strada dell’accoglienza.
Le ombre: logiche di mercato e l’aumento delle disuguaglianze
Il dibattito ha offerto spazio anche a riflessioni più critiche. Lo psichiatra Angelo Righetti, fondatore della Rete di Economia Sociale Internazionale, ha invitato a fuggire da derive consolatorie. Righetti ha lanciato un forte monito contro la mercatizzazione della sofferenza gestita secondo logiche puramente finanziarie (come accade in alcune grandi rette del Nord), ribadendo l’importanza fondamentale dei Budget di Salute e di un forte ritorno al valore delle istituzioni pubbliche.
Anche l’Assessore al Welfare della Regione Campania, Andrea Morniroli, ha espresso preoccupazione per l’avanzata delle logiche di mercato che rischiano di trasformare il terzo settore in un mero “supplente” prestazionale. Morniroli ha evidenziato il pericolo di una città che cresce ma esclude (portando l’esempio di Napoli), dove lo sviluppo turistico e i grandi eventi non raggiungono le classi popolari, alimentando rabbia, lavoro nero e nuove disuguaglianze.
Le sfide per il futuro: programmazione e co-progettazione paritaria
A chiudere il cerchio delle riflessioni è stata Angelica Viola, Presidente dell’Associazione “Il Terzo Racconto”, che ha richiamato l’importanza dell’Articolo 3 della Costituzione e ha auspicato, per i prossimi dieci anni, un consolidamento dei modelli di co-programmazione e co-progettazione paritaria tra enti locali e terzo settore, dove lo sviluppo sociale sia finalmente riconosciuto come la premessa indispensabile per qualsiasi vera trasformazione economica del territorio.
L’evento ha confermato che il Welfare Meridiano possiede l’energia, la visione e i modelli per rispondere alle complessità odierne. La vera sfida dei prossimi anni sarà fare in modo che queste straordinarie esperienze comunitarie non restino “isole eccezionali”, ma diventino l’ossatura di politiche pubbliche strutturate e di sistema.














