charity4
charity4
Rivivi la serata del primo Charity Gala della Fondazione di Comunità di Benevento a Villa Rosa Anacapri! (VIDEO)
Settembre 26, 2024
Incontro a Lecce – Dio è con i migranti, dalla sconfitta di Cutro alla lotta per i diritti
Ottobre 3, 2024

Questo non è lavoro!

[et_pb_section fb_built=”1″ theme_builder_area=”post_content” _builder_version=”4.19.5″ _module_preset=”default” da_is_popup=”off” da_exit_intent=”off” da_has_close=”on” da_alt_close=”off” da_dark_close=”off” da_not_modal=”on” da_is_singular=”off” da_with_loader=”off” da_has_shadow=”on” da_disable_devices=”off|off|off”][et_pb_row _builder_version=”4.19.5″ _module_preset=”default” theme_builder_area=”post_content”][et_pb_column _builder_version=”4.19.5″ _module_preset=”default” type=”4_4″ theme_builder_area=”post_content”][et_pb_text _builder_version=”4.19.5″ _module_preset=”default” theme_builder_area=”post_content” hover_enabled=”0″ sticky_enabled=”0″]

di Gabriella Debora Giorgione

Il lavoro nel sociale ci fa vivere nella complessità misurando le fragilità personali anche nostre. È un lavoro che ci chiede non una prestazione, ma una risposta, una relazione, uno sguardo con chi prendiamo in carico.

Il Sistema accoglienza integrazione-Sai è, nella sua stessa natura, un lavoro complesso, in cui convergono impegno emotivo, professionale, tecnico e anche oggettivo.

Quando, poi, questo impegno rientra in una cornice di contesto ampia e diversificata perché sperimentata in territori diversi, allora non diventa più “lavoro”, ma esperienza quotidiana che ci alleggerisce perché condivisa.

È esattamente questo che abbiamo vissuto in questa settimana a Pietrelcina (Bn), sede nazionale del Consorzio “Sale della Terra”, che gestisce i nostri quattro progetti Sai qui in Sicilia.

Insieme alle équipe di tutti gli altri Sai gestiti da “Sale della Terra”, abbiamo trascorso tre intensi giorni di formazione, scambio e confronto sul nostro “lavoro” e su come migliorarlo.

Rendicontazione, percorsi di apprendimento della lingua italiana, il ruolo della mediazione, le strategie per valutare i progressi individuali dei beneficiari, la mappatura dei territori e il cosiddetto “kit di uscita” delle nostre persone che lasciano i progetti.

Tre giorni in cui come “Sale della Terra Sicilia” abbiamo potuto conoscere i colleghi delle altre regioni italiane, approfondire amicizie e tracce di lavoro. Faticoso? Un pochino, perché abbiamo vissuto le ore di aula con intensità. Utile? Tantissimo, perché abbiamo imparato tanto e, perché no, nel confronto abbiamo anche capito che siamo bravi, che nell’accoglienza ci mettiamo la giusta dose di attenzione e vocazione, di competenza e di sperimentazione. Crescendo ogni giorno.

«È la prima volta che faccio una formazione in trasferta: ammetto che in presenza è stata utilissima e molto costruttiva per avere anche degli scambi d’informazione per continuare a lavorare meglio verso una stessa linea comune. Bello anche vedere come il presidente, Angelo Moretti, trasmette l’amore di tanti risultati ottenuti»: Roberta, operatrice al Sai Palermo, era felice, la sera della cena all’Orto di Casa Betania, perché ha “visto” ciò che, fino a quel momento, aveva solo sentito raccontare o letto nei post social.

Più o meno anche Giulia, anche lei in forza al Sai di Palermo, la pensa così: «Gli spunti emersi da queste giornate sono davvero preziosi: dall’importanza delle reti solidali e resilienti che “Sale della Terra” coltiva con cura, alla necessità di affrontare non solo le sfide tecniche, ma anche quelle sociali che si presentano all’interno della Rete Sai. È stata una piacevole scoperta entrare in contatto con la visione appassionata del presidente Angelo Moretti! La sua capacità di intuire e tracciare questa strada per il futuro. Allo stesso tempo, è stato impagabile poter beneficiare dell’esperienza e della competenza di Giulio Ricotti, con le sue risposte concrete a questioni complesse per tutti noi», dice.

Criticità? «Come spesso accade in contesti così densi, il tempo a disposizione sembra non bastare mai per approfondire tutti gli argomenti che meriterebbero maggiore attenzione. Tuttavia, la soluzione ideale è già chiara: restare in contatto con i colleghi, continuando a condividere idee e riflessioni», conclude.

Anche Francesca, operatrice nel Sai di Bisacquino, si è ricreduta sull’importanza della formazione in presenza: «Ci si può confrontare con i colleghi, capire e conoscere. Il metodo formativo di Giulio Ricotti poi è eccezionale: riesce a spiegare concetti, a volte anche complicati, con una semplicità disarmante, mette tutti a proprio agio e ascolta tutti con attenzione ed interesse dando pure nuovi spunti e soluzioni per snellire e facilitare il nostro lavoro rendendolo anche più efficace. Grazie alla sua formazione sono riuscita a comprendere il mio ruolo in tutte le sue sfaccettature», ci ha detto.

Veronica e Stefania, invece, sono operatrici del Sai di San Salvatore di Fitalia ed anche loro hanno avuto modo di «Apprezzare quanto sia importante incontrarsi con gli altri colleghi d’Italia per un confronto diretto sulle soluzioni e problematiche che in ogni progetto Sai emergono. Di fondamentale importanza la presenza di Giulio Ricotti che con la sua professionalità e preparazione ci ha indicato con metodologia, strategia e creatività gli strumenti necessari per affrontare al meglio il nostro lavoro», è stata la loro restituzione che si è chiusa con una frase che secondo noi è davvero bellissima: «Abbiamo vissuto tre giorni in un ambiente che profuma di famiglia e di unione sincera».

Diretto e conciso, Fabrizio ha confessato che «Il sociale è il settore in cui da 26 anni mi sento perfettamente in sintonia. Sale della Terra è quel grande meccanismo che mi fa sentire un indispensabile ingranaggio di esso è una piacevole scoperta che mi emoziona», ha detto durante il viaggio di ritorno.

Angela, responsabile di “Sale della Terra Sicilia” non aveva mai visto la sede di Pietrelcina e questa formazione è stata l’occasione per lei di incontrare i colleghi e le colleghe che quotidianamente sente al telefono: Maria Carmela, Giovanna, Grazia, Tina, Francesco, Antonietta. «È stato il momento di una iniezione di generatività, quello del messaggio del presidente Angelo Moretti che ci ha spronato ad essere una “agenzia di trasformazione del territorio in cui insiste un progetto SAI”. In Sicilia, il nostro gruppo, in cui è anche Gabriella Debora Giorgione è proprio quello che stiamo costruendo. Mi porto a casa la convinzione di essere parte di una grande famiglia. Le difficoltà ci sono e ci saranno, ma il reciproco supporto ci aiuterà a superarle», ha detto tutto d’un fiato mentre si imbarcava per il volo di ritorno a Palermo.

E Giulio? Beh, per lui «Non è mai facile riassumere incontri come questo. Però sono soddisfatto perché nella formazione continua abbiamo due obiettivi: quello di dare il meglio e quello di trovare spazi di riflessione e approfondimento e confronto che non riguardano solo il lavoro, ma anche noi stessi e questa non è una cosa molto scontata», ci ha rivelato col volto stanco ma felice andando verso la sua auto per far ritorno a casa sua.

Il benessere, dunque, come primo interesse del nostro lavoro.

Quindi, adesso vi è chiaro perché “non è lavoro”?

[/et_pb_text][et_pb_gallery _builder_version=”4.19.5″ _module_preset=”default” theme_builder_area=”post_content” gallery_ids=”18181,18180,18179,18178,18177,18176,18175,18174,18173,18172″ posts_number=”10″ gallery_orderby=”rand” show_pagination=”off” show_title_and_caption=”off” hover_enabled=”0″ sticky_enabled=”0″][/et_pb_gallery][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Articoli

Leggi altri articoli

Luglio 17, 2026

Welfare Meridiano: l’innovazione sociale che ripensa lo Stato sociale partendo da Sud

Lo scorso 10 luglio, nell’ambito degli incontri organizzata in occasione del Decennale “Sale della Terra”, il Palavetro di Pietrelcina ha ospitato, dopo il panel sul #Welcome, […]