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Intervista a Maria Chiara Tedesco, coach di hip hop per “Il Centro del Welcome”

Non semplici lezioni di danza, ma vere e proprie lezioni di vita quelle che Maria Chiara Tedesco, coach di hip hop, tiene per i ragazzi e le ragazze de ‘Il Centro del Welcome’, progetto finanziato dall’Unione Europea – Nextgeneration Eu e finalizzato al contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica per adolescenti fragili con vulnerabilità socio-economica e MSNA (minori stranieri non accompagnati).

“Ho 28 anni e da tre seguo i ragazzi che hanno beneficiato prima di PFP (progetti formativi personalizzati) e ora de ‘Il Centro del Welcome’ – spiega Maria Chiara –Oltre all’aspetto artistico, all’avere più consapevolezza del proprio corpo e all’insegnare le differenze tra i diversi stili, l’obiettivo del corso è quello di indirizzare i ragazzi alla disciplina, al rispetto delle regole, a partire dagli orari e dalle responsabilità individuali e di gruppo. A tal proposito – precisa – faccio loro sempre rimandi alla vita quotidiana come può essere un banale tardare ad un appuntamento, invitandoli a riflettere sul ‘peso’ che un comportamento del genere potrebbe avere sull’altro o su loro stessi”.

Non solo: accanto all’aspetto ‘educativo’, nelle lezioni di Maria Chiara c’è anche tanto lavoro sulla persona, sul rapporto su se stessi e sul modo di relazionarsi con gli altri: “In sala, mi soffermo molto anche sul non giudizio dell’altro e di sé in termini di aspetto fisico, di capacità, di tempi di apprendimento”. A riprova dell’importanza di insegnamenti in questa direzione, Maria Chiara osserva:

“Da poco, in sala, abbiamo inserito lo specchio che prima non avevamo. La differenza è abissale. Ora le ragazze fanno fatica a guardarsi e noto, addirittura che, guardandosi, fanno in modo diverso quegli stessi movimenti e passi che prima eseguivano con più disinvoltura”.

Una questione di imbarazzo, semplicemente, ma anche di autocritica, autostima e paura del giudizio altrui. A tal proposito Maria Chiara osserva anche come “la classe sia composta da sei ragazze quando fino a qualche tempo fa c’erano anche dei maschi. Probabilmente – aggiunge – anche in questo caso facciamo i conti con la paura del giudizio esterno: nella cultura generale, tendenzialmente, il ballo è donna”.
Tanta fragilità emotiva quella riscontrata tra i passi di danza oltre che nelle altre attività che strutturano ‘Il Centro del Welcome’, fragilità e insicurezze contro le quali i ragazzi vengono aiutati e guidati nell’acquisizione della consapevolezza e sicurezza di sé, nel superamento delle paure, dei timori e dei pregiudizi.

“Quello che mi interessa, oltre alla crescita personale e al benessere dei miei ragazzi – precisa ancora la coach – è che le ore trascorse con me in sala risultino per loro piacevoli e, da questo punto di vista, i feedback sono molto positivi. Seguono la lezione, si vedono dopo per ripetere i passi insieme. Addirittura (mi hanno inviato i video fatti con il cellulare), vanno in gita scolastica e in autogrill fanno le prove e ripetono la coreografia. Certo – aggiunge – c’è ancora tanto da fare sulla responsabilizzazione ma in sala si impegnano e si divertono”. Un altro aspetto che caratterizza le lezioni di Maria Chiara è il dialogo.

“Spesso, durante le ore di lezione, molto tempo lo passiamo ad ascoltarci. Le ragazze si aprono con me, come se in me, oltre che l’insegnante di danza, avessero trovato anche una confidente e questa cosa mi fa davvero molto piacere. Anche perché è estremamente importante ai fini del progetto”.

Da brava docente qual è, Maria Chiara coglie e percepisce lo stato d’animo delle ragazze anche se loro non ne fanno parola. Basta guardarle ballare.

Quando stanno male, ma anche quando stanno bene, lo mettono in ogni passo che fanno. In questo senso, e la cosa vale anche per me personalmente, la danza è uno strumento comunicativo importantissimo. In quel momento, quando capto qualcosa che non va, cerco di stabilire un dialogo, un contatto, per poi interfacciarmi e confrontarmi con gli altri operatori ed educatori del progetto”.

In tal senso a ‘coadiuvare’ Maria Chiara nelle sue lezioni c’è Noemi Tedesco, educatrice: “Nel laboratorio di hip hop – spiega Noemi – il mio è un ruolo organizzativo ma anche educativo. Assistendo alle lezioni e confrontandomi con Maria Chiara, infatti, intercettiamo quelle che possono essere spie o situazioni conclamate di problematiche da affrontare. In tal senso, con la coach ed il resto dell’equipe, cerchiamo sempre di trovare insieme la strategia educativa migliore per aiutare ciascuno dei nostri ragazzi”. Concludendo, Maria Chiara precisa l’importanza, a livello personale, della sua esperienza di coach ne ‘Il Centro del Welcome’: “Non è solo un dare da parte mia o insegnare passi di danza. Sto prendendo tanto da questa esperienza, sia da un punto di vista umano ed emotivo che da un punto di vista formativo e professionale nel senso che le ragazze mi stanno insegnando ad avere pazienza, ad essere tollerante ma anche più severa quando le situazioni lo richiedono. Mi stanno insegnando che, alla fine, basta poco: non serve per forza una sala perfetta con attrezzature e specchi, basta esserci e volerlo. Stesso discorso per quanto riguarda il versante professionale: la maggior parte delle ragazze – spiega – non aveva mai fatto un passo di danza e, ad oggi, posso dire che sono tutte migliorate tantissimo.
Credo in questo progetto – sottolinea Maria Chiara – e credo che ai ragazzi faccia molto bene, per il loro presente ma anche e soprattutto per il loro futuro. Ci credo profondamente e sono grata, nel mio piccolo, di farne parte”.

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