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Sabato a Santa Paolina abbiamo vissuto una giornata che resterà nel cuore di tutti. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, un piccolo borgo dell’Irpinia si è fatto simbolo di accoglienza, incontro e memoria condivisa.
Il dibattito, molto partecipato, ha mostrato come l’accoglienza non sia un’astrazione, ma un percorso concreto capace di cambiare il destino di una comunità. Il Sindaco Rino Ricciardelli, il presidente della Rete
Sale della Terra Angelo Moretti e don Vitaliano Della Sala hanno raccontato come, dal 2017, il Sistema SPRAR prima e il SAI poi abbiano riacceso la vita di un paese di poco più di 1100 abitanti. Grazie a questi progetti, decine di famiglie hanno trovato un riparo sicuro e la scuola ha potuto restare aperta: un servizio essenziale, un presidio di comunità, un luogo dove i bambini italiani e stranieri imparano insieme che la diversità è un dono. Contesto ben raccontato anche dal coordinatore del
#SAI Angelo Di Marzo, moderatore dell’incontro, e dagli operatori Leila Baten e Mohamed Matar, mediatori culturali della nostra rete.
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Tra le testimonianze più toccanti, quelle di chi ha attraversato il mare inseguendo la speranza: storie di coraggio che hanno emozionato il pubblico, ricordandoci che dietro ogni numero ci sono volti, voci e sogni. Proprio chi è arrivato da lontano ha saputo restituire a Santa Paolina la linfa vitale che i piccoli paesi rischiano di perdere.
Ma questa giornata è stata anche un grande, sentito omaggio ad Adele Zotti, insegnante di italiano e vera anima di questi percorsi di integrazione.
Più volte, durante il convegno, la sua figura è stata ricordata con commozione: i bambini, le famiglie accolte, gli operatori che hanno lavorato al suo fianco hanno voluto raccontare quanto Adele sapesse farsi ponte tra le culture. Un momento intenso è stato la presentazione della raccolta di fiabe frutto del laboratorio di scrittura creativa condotto da Adele con i beneficiari, un piccolo libro che inaugura la “casetta del libro” dedicata proprio ad Adele: un segno di gratitudine e amore che resterà nel tempo.
La voce emozionata della madre di Adele ha reso questo omaggio ancora più profondo.
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La serata è proseguita con l’energia trascinante del concerto di
Jovine e con i profumi dei piatti preparati dai beneficiari: un buffet multi-etnico che ha unito sapori lontani alla convivialità tipica dei nostri paesi. Pizza, musica, balli, chiacchiere e risate: un’atmosfera che ha mostrato come l’integrazione non sia soltanto un dovere morale, ma anche un’occasione di crescita culturale, sociale ed economica.
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#SantaPaolina dimostra che, mentre altrove si alimentano paure, qui si costruiscono legami veri, si salvano scuole, si rivitalizzano case abbandonate e si restituisce futuro a un territorio intero. L’istinto della paura lascia spazio alla visione di un domani in cui nessuno è straniero.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata speciale, e grazie soprattutto ad Adele Zotti, che continuerà a ispirarci con il suo esempio di dedizione e speranza.
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