A #Sassinoro, anche quest’anno, la piazza si è riempita di volti, lingue, colori e profumi.
La #GiornataMondialedelRifugiato è stata una festa di comunità, dove chi è arrivato qui da lontano ha portato con sé non solo la propria storia, ma anche il sapore della sua terra. ![]()
Una giornata intensa, fatta di riflessione ma anche di festa e convivialità, aperta dai saluti del sindaco dell’Amministrazione Comunale Di Sassinoro Luca Apollonio, che ha ricordato come l’accoglienza, seppur complessa, sia diventata un vero motore di sviluppo umano ed economico per il paese, e da Sara Luciano, coordinatrice del SAI Sassinoro “Sale della Terra” che ha invitato a non dimenticare i conflitti che costringono milioni di persone a fuggire. Secondo l’Atlante delle Guerre, sono oltre cento i conflitti in corso nel mondo. Tra i principali Paesi di provenienza degli accolti a Sassinoro, i diritti fondamentali, in particolare quelli delle donne, come lo studio e l’autorealizzazione, sono ancora sistematicamente negati.
La riflessione si è arricchita con l’intervento del Collettivo Hurriya che ha portato un punto di vista nuovo e consapevole sulla questione israelo-palestinese, invitando il pubblico a decostruire le narrazioni più diffuse e a ripensare la questione palestinese con uno sguardo nuovo, più giusto e consapevole della sua lunga storia.
Dopo il confronto, la piazza si è trasformata in un luogo di incontro e festa grazie a un banchetto speciale: piatti tipici preparati da beneficiari ed ex beneficiari di diverse nazionalità — Tunisia, Afghanistan, Costa d’Avorio, Nigeria e Somalia. Protagonista assoluto il riso
base comune nelle cucine di tutto il mondo, che ha unito sapori, colori e profumi diversi, accompagnato da ricette a base di carne, pesce e verdure. Un momento di vera condivisione, in cui la comunità di Sassinoro ha potuto gustare e apprezzare culture diverse attraverso il linguaggio universale del cibo.
A chiudere la giornata, l’intensa performance di Il Teatro di Emergency con Stupidorisiko – Una geografia di guerra, uno spettacolo che ha saputo raccontare con forza e semplicità l’inutilità e la tragicità della guerra, diventando un inno ai valori della pace e della tolleranza.
Ancora una volta, Sassinoro ha dimostrato che anche una piccola comunità può farsi promotrice di grandi valori, trasformando la propria piazza in un luogo di incontro, dialogo e bellezza.
















