Nel pomeriggio del 22 settembre il quartiere di Santa Maria degli Angeli ha ospitato l’evento conclusivo del progetto “Scuole Aperte Partecipate in Rete”, realizzato in partenariato con il Consorzio Sale della Terra, Virtus Academy, le associazioni del territorio e il Comitato di quartiere.
Dalle 16 alle 20, il quartiere si è trasformato in un grande spazio di incontro, sport e condivisione, per celebrare l’impegno collettivo e i risultati raggiunti nel percorso iniziato nel 2021 e concluso proprio quest’anno.

Il pomeriggio ha visto protagonista il playground recentemente riqualificato, con una partita di basket, simbolo di gioco di squadra, cooperazione e inclusione. Attraverso lo sport, il messaggio di fondo del progetto è diventato concreto: insieme è possibile costruire relazioni, valorizzare gli spazi comuni e rafforzare il senso di appartenenza.
L’evento ha rappresentato un momento importante per la comunità di Santa Maria degli Angeli, confermando la volontà condivisa di rendere il quartiere un modello di rigenerazione urbana partecipata.
La collaborazione tra cittadini, scuole, associazioni e istituzioni ha dimostrato che solo un’unione forte e inclusiva può trasformare i luoghi e migliorare la qualità della vita di chi li abita.
Maria Francesca Ocone, responsabile del progetto, si è detta rammaricata dalla mancata partecipazione delle scuole, che non ha consentito di sviluppare pienamente la connessione con il mondo scolastico e con le famiglie, ma comunque pienamente soddisfatta dai risultati: il progetto ha infatti generato una forte relazione con il territorio, grazie al presidio di Santa Maria degli Angeli, che è diventato un punto di riferimento stabile per le attività.

Anche Gianluca Cantisani del MoVI ha riconosciuto le difficoltà nel coinvolgere le scuole, sottolineando come una città con le scuole chiuse non abbia futuro.
Se queste sono le premesse, ha affermato, dobbiamo attenderci un aumento della povertà educativa. Le scuole rappresentano infatti il motore del cambiamento: se riusciremo a coinvolgere la città nella lotta alla dispersione scolastica, potremo davvero cambiare la storia del territorio.
Ma il progetto ha comunque generato impatti importanti, ad esempio, un risultato inatteso, ma particolarmente significativo, è stato l’accrescimento delle competenze in tema di advocacy: la Ocone, in qualità di facilitatrice, ha maturato una crescita importante in questo ambito, consolidando capacità di ascolto, mediazione e rappresentanza dei bisogni dei ragazzi.
Inoltre, gli scambi con altri territori e con le loro buone pratiche hanno rappresentato un’occasione preziosa di confronto, ispirando nuove idee da includere in altri progetti legati al contrasto della povertà educativa.
Per quanto riguarda la crescita dei ragazzi, le uscite e le esperienze fuori sede si sono rivelate momenti fondamentali: hanno permesso loro di sperimentarsi al di fuori delle aule di studio, vivere contesti nuovi e costruire relazioni significative, arricchendo il proprio percorso non solo dal punto di vista formativo, ma anche umano.
























