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Un anno di Bar Sociale Alimenta Lecce
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NOMINA COMMISSIONE per il conferimento di n. 2 incarichi autonomi professionali nell’ambito del progetto “InterAzioni”.
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Una colazione inclusiva per chiudere il Festival MIND: storie, progetti e umanità al centro

La colazione inclusiva ospitata domenica scorsa dal Bar Sociale Alimenta ha rappresentato il momento conclusivo della II edizione del Festival MIND – menti indipendenti | Rigenerazione umana, un appuntamento che quest’anno ha saputo intrecciare con forza testimonianze, riflessioni e visioni sul tema dell’inclusione.

Un incontro dal forte valore umano e sociale, moderato dalla Dottoressa Elena Palamone, che ha guidato gli interventi con sensibilità e profondità.

Ad inaugurare il confronto è stato Zanogo Diabatè, che ha condiviso con i presenti il suo percorso di migrazione: un viaggio fatto inizialmente di difficoltà, ma trasformato in un’esperienza di crescita, studio e formazione continua.
Dopo l’arrivo in Italia, Zanogo ha costruito un nuovo cammino basato sull’impegno: scuola, corsi di formazione, master. Oggi è il risultato concreto di questa tenacia.
Nel suo intervento ha posto l’accento sulle parole integrazione e inclusione, soffermandosi sul loro significato profondo e sulla necessità di viverle come processi reali, quotidiani e condivisi.

Tra i protagonisti dell’incontro, anche la coordinatrice educativa e pedagogista Marcella Buttazzo, che ha raccontato la nascita del Bar Sociale Alimenta: un progetto generato dal desiderio delle persone che oggi lo animano. Uno spazio che nasce come risposta concreta all’invisibilità che troppo spesso le persone con disabilità vivono nei luoghi pubblici e nel mondo del lavoro.
Il Bar Sociale è diventato così un simbolo di accoglienza, autonomia e partecipazione.

Il tema della migrazione è stato approfondito da Michele Contaldi, coordinatore del SAI di Castrignano del Capo, che ha illustrato il funzionamento del sistema SAI e le sue differenze rispetto ai CAS.

A rendere tangibile il valore dell’accoglienza è stata la testimonianza di Jean Claude e Christelle, coppia ivoriana giunta in Italia separatamente e poi ricongiunta all’interno del progetto.
Grazie al sostegno dell’équipe, entrambi stanno costruendo una stabilità nuova: lui con un contratto a tempo indeterminato in un’azienda locale della lavorazione del marmo; lei mettendo a frutto le sue competenze sartoriali e un’esperienza nel settore della ristorazione.
Il loro sogno oggi è riabbracciare la figlia di otto anni, rimasta in Costa d’Avorio: un percorso di ricongiungimento familiare che il SAI sta supportando con grande attenzione.

Massimiliano Rizzuni, operatore del SAI Tricase, ha ripercorso il lungo lavoro portato avanti sul tema dell’inclusione lavorativa, che ha permesso al progetto di ottenere anche un riconoscimento da parte di UNHCR. Ha illustrato il funzionamento dei progetti SAI ordinari e per Minori Stranieri Non Accompagnati, soffermandosi sulla creazione di una rete territoriale di aziende capaci di comprendere e valorizzare le esigenze dei lavoratori migranti.

Accanto a lui, Rabbi, beneficiario originario del Bangladesh, ha raccontato con entusiasmo l’emozione del suo primo contratto a tempo indeterminato. Entrato come lavapiatti, ha fatto esperienza in cucina e al bancone, imparando anche l’arte dei cocktail. Il suo percorso è un esempio concreto di cosa significhino accompagnamento, formazione e fiducia reciproca.

Un momento particolarmente sentito è stato l’intervento della Dottoressa Raho, direttrice dell’USSM del Tribunale dei Minorenni di Lecce. Ha sottolineato l’importanza del lavoro di presa in carico degli adolescenti e il valore della collaborazione con il Terzo Settore, in particolare con Sale della Terra.
Nel corso degli anni, il Bar Sociale ha accolto giovani in messa alla prova, offrendo loro un luogo sicuro dove riconnettersi alla comunità e costruire nuove possibilità.

La mattinata si è conclusa con parole di grande riconoscimento per il lavoro delle équipe coinvolte: un impegno quotidiano, delicato e innovativo, che punta alla costruzione di un welfare territoriale realmente centrato sulla persona.

Un ringraziamento speciale va a tutti i partecipanti, agli organizzatori di MIND, e alla Dottoressa Elena Palamone per aver guidato il dibattito con competenza e sensibilità.

Un incontro che ha lasciato il segno, ricordando che la rigenerazione umana non è un concetto astratto, ma un processo fatto di storie, relazioni e scelte condivise.

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