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È iniziata con un fitto programma di incontri la partecipazione della delegazione di Sale della Terra, accompagnata dall’assessore Domenico Rossi, alla Welcoming Interactive di Detroit, l’evento internazionale dedicato all’inclusione e all’accoglienza dei migranti.
Nella mattinata di martedì, la delegazione è stata ospite della Rural Welcoming Gathering, un momento di confronto con altre undici organizzazioni attive nelle aree rurali degli Stati Uniti – dal Colorado al Minnesota – impegnate nella promozione dell’inclusione sociale e civica dei migranti.
Un dato è emerso con forza: l’atteggiamento verso l’immigrazione ha subito un deterioramento con l’amministrazione Trump, rendendo ancora più evidente quanto il razzismo resti una sfida aperta soprattutto nei territori rurali. Nonostante questo, le organizzazioni presenti continuano con determinazione a promuovere azioni concrete in ambito sanitario, psicologico, legale e comunicativo per favorire il dialogo tra migranti e comunità locali.
Nella visita al Ruth Ellis Center, a Highland Park, tre realtà associative hanno condiviso le difficoltà quotidiane: emergenze abitative, accesso ai beni primari e supporto sanitario. Temi che risuonano familiari anche in Italia.
Eppure, anche oltre le difficoltà, emergono storie di speranza e rigenerazione urbana. Come quella di Mama Shu, che con il suo progetto Avalon Village sta trasformando una strada abbandonata in un quartiere modello: dalla homework house per studenti, a una family farm, fino a un healing center per garantire cibo biologico e assistenza sanitaria, senza dimenticare l’educazione STEM per i giovani.
Esperienze che ispirano profondamente l’impegno di Sale della Terra: “Ci confermano che, ovunque nel mondo, costruire comunità accoglienti significa creare spazi di cura, ascolto e partecipazione. Non ci sono confini quando si parla di umanità”.
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