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La storia di Immacolata: dal 3 in inglese al sogno di diventare hostess grazie al Centro del Welcome

“È un progetto che ho conosciuto a scuola. All’inizio non mi convinceva tanto, poi ho cominciato a fare dei colloqui con Noemi (Noemi Tedesco, educatrice, ndr) e piano piano, cominciando a vedere anche dei risultati concreti a scuola, ho rivisto completamente le mie idee al punto che oggi consiglierei a tutti quelli che ne hanno la possibilità di partecipare al progetto”.

Così Immacolata Russo, 16 anni, riferendosi a ‘Il Centro del Welcome’, il progetto coordinato da Maria Francesca Ocone che, finanziato dall’Unione Europea NextGenerationEU, mira a creare un centro di contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica per adolescenti fragili (con vulnerabilità socio-economica) ed MSNA (minori stranieri non accompagnati).

Ho ricevuto aiuto su più fronti a partire da quello scolastico: avevo veramente grossi problemi con l’inglese – racconta Imma – Ma avevo anche bisogno di aiuto a livello umano e personale. Noemi, in particolare, mi ha aiutata a superare tante difficoltà. Mi sono sfogata tante volte con lei e, pian piano, anche con gli altri educatori ed operatori del progetto. E tutti, con tanta pazienza e dedizione, mi hanno aiutata a ragionare sulle cose, a farmi vedere tutto da un altro punto di vista, più lucido ed emotivamente distaccato”.

Man mano che le settimane passavano da quando Imma era entrata a far parte del progetto (marzo 2024), la sedicenne si è progressivamente trovata sempre meglio nell’ambiente de ‘Il Centro del Welcome’ e anche la sua pagella ha risentito positivamente del suo percorso.

“I miei risultati sono migliorati tantissimo – dice senza nascondere un sorriso che sa di entusiasmo e soddisfazione – Partivo dal 3 in inglese ed ora, grazie al sostegno del progetto, ho preso 8. Ormai – aggiunge – è quasi un anno che ho aderito a ‘Il Centro del Welcome’ – aggiunge – da marzo del 2024 ad oggi e, oltre che essere migliorata a scuola, credo di essere cresciuta anche come persona, da un punto di vista umano e caratteriale”.

Ragionando su ‘Il Centro del Welcome’, sull’‘atmosfera’ che si respira in aula studio ma non solo lì, Imma ha osservato:

“Vedere persone che vengono qui al centro per piacere (molti a titolo volontario) e non per dovere, lascia riflettere. C’è gente che si dà senza se e senza ma, semplicemente per la voglia di farlo, per amore per il proprio lavoro e per il prossimo, soprattutto verso noi ragazzi. Guardare loro mi fa pensare a me: vorrei diventare anche io una persona così, capace di darsi incondizionatamente per l’altro.

Quello che mi ha colpito dal principio – aggiunge – e che continua a colpirmi ogni giorno, è vedere la passione in quello che fanno tutte le persone coinvolte nel progetto. Mi riferisco un po’ a tutte le ‘Sentinelle’, ai volontari, ai docenti in pensione che si spendono per noi. E, ovviamente, agli educatori e agli operatori”.

E poi, sottolinea la giovane, “è bello avere un posto, delle persone fidate e disponibili con cui poter parlare. Con Noemi mi sono trovata sempre molto bene anche per una certa affinità che abbiamo in termini di background personale. Con lei mi sono aperta tantissimo, nemmeno io immaginavo tanto. E poi, poco alla volta, ho cominciato a fidarmi anche degli altri educatori ed operatori. Non l’avrei mai detto. Anche perché all’inizio, quando ho cominciato la mia avventura presso ‘Il Centro del Welcome’, non riuscivo a parlare con nessuno se non con Noemi, appunto.

Ho imparato ad aprirmi, a non temere più il giudizio altrui.

Ricordo – conclude – che all’inizio avevo vergogna anche di entrare in aula”.

“Il caso di Imma mi rende molto felice – esordisce Noemi Tedesco – perché, in un certo senso, è come se l’avessimo ‘convinta’ della bontà e dell’utilità del progetto con il lavoro di squadra: abbiamo visto una bella apertura in lei, sia nella relazione con i coetanei che con le figure di riferimento e, più in generale con le figure più adulte. C’è stata una bella crescita – aggiunge – una bella evoluzione. Immacolata oggi risplende, è proprio il caso di dirlo”. E lei, Imma, che ora vede chiaro il suo futuro da hostess, lei che prendeva 3 in inglese, sottolinea: “È un programma utilissimo. Penso che tutti, a prescindere dal rendimento scolastico, avrebbero bisogno di un supporto del genere”.

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