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Nel centenario dalla nascita di Franco Basaglia, è stato inaugurato un luogo che contiene i tre determinanti sociali della salute, in altrettanti piani, indicati da Basaglia fondamentali per la cura: habitat, lavoro, affettività.
Presenti, tra gli altri, il presidente Sale della Terra Angelo Moretti, il sindaco pro tempore di Lecce Carlo Salvemini, l’assessora al welfare Silvia Miglietta, il presidente dell’associazione “PosSiamo” Pierpaolo Tana e la psichiatra Giovanna Del Giudice, di origini leccesi, storica collaboratrice e amica di Franco Basaglia.
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“Un progetto frutto di un lavoro di rete, con tanti soggetti e realtà in continuo confronto – l’introduzione di Federica Lupo, responsabile del nodo salentino della Rete di Economia Civile “Sale della Terra” – nato partendo dalle numerose attività in essere con la nostra rete, tra cui i laboratori di cucina svolti qui da Alimenta insieme all’associazione di genitori PosSIamo”.
L’idea è di sfruttare i tre spazi di cui dispone la palazzina, ovvero un appartamento per la sperimentazione di habitat emancipativi e autogestiti o co-gestiti dalle persone in condizioni di vulnerabilità sociosanitaria; un bar ed un bistrot per la socialità, l’affettività e l’inclusione lavorativa, e un open space per l’orientamento e la formazione. Un’idea di contrasto all’istituzionalizzazione delle fragilità, che prevede luoghi di marginalizzazione delle stesse, ben lontane dalle dinamiche cittadine della socialità.
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“La rivoluzione basagliana è la più compiuta del ’68, in quanto ha provocato cambiamenti sistemici – così Angelo Moretti, presidente della rete “Sale della Terra” – e celebrarne la memoria con qualcosa di vivo e tangibile è la miglior cosa che si potesse fare.
Il budget di salute, ovvero l’idea che ogni persona abbia diritto ai determinanti sociali della salute, è la strada da seguire; ci siamo accorti che in tre piani avevamo tutto ciò che Basaglia chiedeva, socialità, affettività e lavoro, che non sono tre servizi differenti, ma fanno parte di un unico concept, un unico modo di pensare la socialità e il welfare. Così è nata l’idea di chiamarla Palazzina Basaglia: il welfare negli anni è stato sempre associato alle grandi cliniche che sembrano ville, invece il termine palazzina è spesso visto come dispregiativo. Ma in una palazzina come questa c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che si lega perfettamente al concetto di vivere la città. L’Associazione PosSiamo non cercava un centro diurno per i propri ragazzi bensì la qualità della vita, le condizioni per cui i ragazzi possano vivere la città, l’emancipazione dei figli e non la dipendenza, ed è qui che abbiamo trovato l’unità di intenti e di visione che ci ha portato qui”.
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Presente anche il sindaco pro tempore del comune di Lecce, Carlo Salvemini, secondo cui “iniziative come queste costruiscono ponti, allargano gli spazi della comunità, rafforzano i principi di inclusione, definiscono legami”, così come l’assessora al welfare, Silvia Miglietta, che ha sottolineato che “i servizi ci sono, ma scontano l’assenza di una visione d’insieme, non concependo che i servizi di assistenza, pensati per rivolgersi a dei destinatari, dovrebbero invece coinvolgere questi ultimi come protagonisti della propria vita. La visione comune appartiene però a tutti i presenti qui, famiglie, istituzioni, associazioni, enti, e sarà la chiave affinché il progetto “Palazzina Basaglia” apporterà un cambiamento nella comunità”.
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La psichiatra e storica collaboratrice di Franco Basaglia, Giovanna Del Giudice, presidente Conferenza Salute Mentale Franco Basaglia, dopo aver espresso tutta la soddisfazione per il fatto che “a Lecce con un’importante azione di emancipazione si parli di Basaglia”, ha ricordato di quando quest’ultimo decise di affrontare la chiusura dei manicomi e la messa in discussione dei paradigmi fondanti i manicomi, che sono l’esclusione e la segregazione, ponendo una forte attenzione su questo periodo storico, “con i muri che si stanno rialzando insieme alla paura del diverso”, e sottolineando il dato allarmante per cui, attualmente, “46.000 persone con disabilità legate alla salute mentale attualmente vivono in strutture residenziali, più o meno chiuse, più o meno segreganti”.
Pierpaolo Tana, presidente PosSiamo APS, ha posto l’esigenza di “rovesciare i paradigmi” per inseguire quella concezione di benessere a tutto tondo, benessere fisico, psichico, sociale e affettivo, portando l’esempio di uno spettacolo teatrale organizzato insieme a una compagnia teatrale e che ha visto protagoniste le persone con disabilità dell’associazione: “Nella produzione teatrale solitamente ci vogliono 40 giorni per ideare uno spettacolo, in questo caso si sono dati un tempo di 40 settimane, realizzando un capolavoro, testimoniato da tanti giudizi positivi, e non per l’inclusione delle persone disabili ma perché è stato creato uno spettacolo di qualità, non dando contentini ma facendo emergere dei talenti”.
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Angelo Righetti, psichiatra e presidente del comitato etico-scientifico di “Sale della Terra”, ha affermato che “quella di oggi non è un’iniziativa sporadica ma una scelta permanente, di visione”; sulla stessa scia la pedagogista Marcella Buttazzo, che raccontando la propria esperienza con l’Associazione PosSiamo ha posto l’accento sulla ricerca dell’autonomia: “Ho voluto portare i ragazzi con fragilità fuori dai contesti associativi e familiari, facendo vita reale, aiutandoli a prendere l’autobus finché non sono riusciti a farlo da soli.
In Alimenta ho trovato una comunità, terreno fertile per dialogare con i più fragili. A noi spetta curare l’ambiente, ma i semi – le persone con fragilità – poi crescono da soli, a noi tocca curare il contorno, creando le condizioni ideali”.
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Dopo la firma del protocollo che ha sancito la nascita formale della palazzina, sono intervenuti anche l’Avv. Piergiorgio Provenzano, Garante dei diritti delle persone con disabilità del comune di Lecce, affermando anch’egli quanto l’esperienza di Basaglia avesse segnato il passaggio della fuoriuscita dalla chiusura e dai muri, Raffaella Arnesano della Fondazione di Comunità del Salento, che ha raccontato l’esperienza della gelateria sociale “De Friscu”, dove si fa inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità, e ha sottolineato come la forza del mondo del sociale sia nel partenariato e nella rete.
Gli ultimi interventi sono stati di Chiara Greco, della Communità Immanuel, che ha elogiato l’utilità dello strumento del budget di salute in contrasto alle misure standardizzate per bisogni diversi, e di Sergio Longo, psichiatra, che ha aperto una parentesi sul discorso etico del cibo e della sua filiera in tutte le sue accezioni, portato avanti da Slow Food.
Al termine della conferenza è stato offerto un rinfresco a cura di Alimenta Bistrot Lecce.
Ringraziamo, infine, INCAS, che offrirà un percorso di formazione ad alcuni ragazzi di PosSiamo APS.
Foto di Paolo Morra
Articolo di Francesco Boffa
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