charity4
charity4
Tra Anacapri e Benevento “Welcome social food days”, rassegna di tre eventi dedicati a enogastronomia, inclusione e valorizzazione del territorio
Aprile 6, 2025
Giornata di formazione e informazione con l’OIM – Organizzazione Mondiale per le Migrazioni
Aprile 8, 2025

Usciamo dalla dicotomia: riarmo vs disarmo. Le piazze piene non chiedono una pace vuota

I dibattiti oscillano tra queste due posizioni contrapposte e pressoché irrealizzabili entrambe. Il rischio è che la postura della popolazione italiana nel mondo esca ancora più indebolita da questa faida, tutta interna, che nulla dice di concreto a chi sta invocando giustizia e pace, in Ucraina come a Gaza

di Angelo Moretti su VITA NO PROFIT

Da quando Donald Trump si è alternato a Joe Biden alla guida degli Usa, le piazze italiane sembrano aver avuto finalmente un sussulto. Sia il 15 marzo a piazza del Popolo che il 5 aprile ai Fori Imperiali, sempre a Roma, le immagini della folla erano imponenti, e nonostante ci sia chi prova a dividerle misurandole ( in evidente vantaggio numerico per la seconda), dobbiamo dire che non ci sarebbe ragionamento più miope di coloro che spingono a disunire l’Europa sul tema della difesa della pace.

La discesa di migliaia di persone in piazza, è indubbiamente una risposta immediata ed istintiva  tanto ai piani di guerra di Trump quanto alla parola “riarmo europeo” evocata con forza dalla Von der Leyen.

È ormai chiaro a tutti che l’Ucraina è per il tycoon, un capitolo da chiudere in fretta senza alcun vero interesse per la causa ucraina, allo scopo di passare ai programmi successivi: la gestione delle guerre commerciali attivate, i nuovi territori di conquista annunciati ( Groenlandia , Canada, Panama) e la conduzione in solitaria delle nuove tensioni tra Usa e Brics, senza più portare il fardello di dover discutere con gli alleati l’Ue la sua politica estera e, in particolare, quella militare ed energetica.

Ciò che ha sorpreso il mondo, e indispettito l’opinione pubblica italiana, è stata la risposta immediata delle istituzioni europee che, in settant’anni di pace, ci avevano abituati a tempi di reazione infinitamente più lunghi degli americani. La presidente della Commissione è stata tempestiva e simmetrica: riarmo. Non si può dire che sia altrettanto chiara a riguardo la voce delle piazze e dei principali partiti che le hanno animate (Pd e 5stelle), anche in virtù del loro comportamento parlamentare.

Tanto che oggi sembra di vivere in Italia su un guado ove poter fissare solo  gli antipodi delle questioni: o riarmo o disarmo. I dibattiti oscillano tra queste due posizioni contrapposte e pressoché irrealizzabili entrambe. Il rischio è che la postura della popolazione italiana nel mondo esca ancora più indebolita da questa faida, tutta interna, che nulla dice di concreto a chi sta invocando giustizia e pace, in Ucraina come a Gaza.

Il professore Stefano Zamagni ha sollevato un tema fondamentale, in suo recente editoriale su Avvenire: non basta dire che deve esserci la difesa comune europea, che dal marzo 2022 sta muovendo i suoi primi timidi passi, è urgente prevedere anche che la difesa debba muoversi come un’agenzia indipendente, al pari del meccanismo che regge la Bce, come anche il Mean, il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, asserisce da tempo.

CONTINUA A LEGGERE SU VITA NO PROFIT:

Usciamo dalla dicotomia: riarmo vs disarmo. Le piazze piene non chiedono una pace vuota

Articoli

Leggi altri articoli

Luglio 17, 2026

Welfare Meridiano: l’innovazione sociale che ripensa lo Stato sociale partendo da Sud

Lo scorso 10 luglio, nell’ambito degli incontri organizzata in occasione del Decennale “Sale della Terra”, il Palavetro di Pietrelcina ha ospitato, dopo il panel sul #Welcome, […]