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Il sindaco del Comune di Castelbuono è tra i promotori dello sciopero della fame avviato dal MEAN

Il sindaco del Comune di Castelbuono, piccolo comune del welcome in provincia di Palermo, è tra i promotori dello sciopero della fame che inizia oggi e prosegue ad oltranza per tutta la settimana perché il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chieda la fine degli eccidi a Gaza e la liberazione immediata di tutti gli ostaggi.
Lo sciopero è promosso dalla “Rete di Trieste” e dal MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta il cui portavoce, Angelo Moretti, è anche il referente nazionale della nostra Rete.
Di seguito la nota stampa diffusa ieri.
Illustrissimo Presidente,
noi Presidenti di regione, Sindaci, Consiglieri Comunali, attivisti e attiviste della società civile riuniti in questa lettera-appello, annunciamo la nostra strenua volontà di avviare a partire dal 26 maggio pv, uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dello Stato Italiano e della comunità internazionale sugli eccidi di bambini e civili che si stanno perpetrando a Gaza da venti mesi.
Il numero crescente di massacri giornalieri eseguiti da uno storico alleato dell’Europa, qual è lo stato di Israele, non ci consente di restare in silenzio senza diventarne complici.
Noi Sindaci e amministratori dei Comuni italiani, che da anni combattiamo le forze terroristiche delle mafie e i sistemi omertosi che ne hanno protetto la crescita nei decenni, e che abbiamo contrastato con tutta la nostra forza la violenza e l’illegalità di questi sistemi “clanici”, sappiamo bene che non si può distruggere un’organizzazione del terrore, quale è Hamas, uccidendo deliberatamente tutte le popolazioni che abitano nel suo stesso territorio.
Pur desiderando la liberazione immediata di tutti gli ostaggi, sappiamo che queste
violenze non troveranno alcuna giustificazione in futuro, nemmeno se avessero il potere di riportarli a casa sani e salvi.
Sappiamo altresì che le violenze di questi giorni, perpetrate dal Governo di Israele contro la popolazione civile, oltre che a costituire un inenarrabile crimine a dispregio del diritto internazionale, alimenteranno per i prossimi decenni la rabbia, l’odio, il desiderio di vendetta e il
proselitismo delle organizzazioni terroristiche.
Non potendo intervenire con il potere di una forza militare internazionale in grado di fermare questi massacri, ma non potendo restare in silenzio, comunichiamo di avviare, a partire dal 26 maggio 2025, uno sciopero della fame ad oltranza promuoveremo anche, dove sarà possibile, una temporanea occupazione delle aule consiliari dei nostri Comuni, in attesa che la nostra Repubblica dia un chiaro segnale per pretendere la fine di questo eccidio.
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