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Roseto Valfortore si apre all’accoglienza!

Roseto Valfortore ha aperto le sue porte a Maryam Doumbia e Abdoul Karim Traore, due nuovi membri della comunità, nell’ambito del Progetto SAI – Sistema Accoglienza Integrazione. L’iniziativa, volta a favorire l’inclusione sociale dei richiedenti asilo e rifugiati, rappresenta un’importante occasione di crescita culturale e umana per il piccolo borgo dei monti dauni.

L’arrivo di Maryam e Abdoul Karim è stato accolto con entusiasmo dalla comunità locale, che ha dimostrato ancora una volta la propria sensibilità e apertura verso il tema dell’integrazione. Entrambi i giovani provengono dalla Costa d’Avorio e hanno affrontato un lungo e difficile percorso migratorio, con la speranza di costruire un futuro migliore in Italia. Questa mattina, presso il comune, la firma del patto di accoglienza.

Il Progetto SAI, promosso dal Ministero dell’Interno e gestito in collaborazione con le amministrazioni locali, prevede l’inserimento dei beneficiari in un contesto di accoglienza diffusa. Questo approccio consente non solo di fornire un alloggio sicuro e assistenza, ma anche di favorire l’integrazione attraverso percorsi di formazione professionale, apprendimento della lingua italiana e attività sociali. Il comune di Roseto Valfortore diventa a sua volta un ampliamento del SAI del comune di San Bartolomeo in Galdo.

Il sindaco di Roseto, Lucilla Parisi, ha sottolineato l’importanza di progetti come il SAI per il tessuto sociale del paese: “Accogliere Maryam e Abdoul Karim è un gesto di solidarietà che arricchisce la nostra comunità. Con il loro arrivo, non solo offriamo loro una nuova opportunità di vita, ma riceviamo anche la possibilità di crescere e arricchirci culturalmente”, ha dichiarato il primo cittadino.

Nel corso delle prossime settimane, Maryam e Abdoul Karim prenderanno parte a vari programmi di integrazione, con il sostegno delle associazioni locali, dei volontari del paese e di personale qualificato, che li aiuteranno a inserirsi gradualmente nella vita sociale e lavorativa di Roseto.
L’iniziativa dimostra come anche piccoli comuni possano svolgere un ruolo cruciale nell’accoglienza e nell’inclusione, favorendo un dialogo interculturale che diventa un punto di forza per la comunità stessa.

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