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Modellare il futuro: l’arte di Ramil e l’accoglienza che valorizza

Ogni percorso porta con sé una geografia invisibile fatta di mani, materia e memoria. Quella di Ramil attraversa confini e arriva in un luogo in cui l’arte trova di nuovo spazio per essere modellata, mostrata, vissuta.
Ramil è originario dell’Azerbaigian, ha studiato e lavorato per anni in Turchia, dove ha realizzato mostre, opere e percorsi artistici come ceramista. Oggi fa parte del SAI di Baselice, insieme alla moglie e alle due figlie. Arrivato in Italia, ha vissuto un primo periodo a Brescia, dove lavorava come camionista. Nonostante una stabilità economica, ha scelto di rimettersi in gioco trasferendosi in un piccolo paese, per poter tornare a costruire il proprio futuro a partire dalle sue competenze e dalla sua passione.

Fin dal suo ingresso nel progetto, è apparso chiaro che il semplice curriculum non bastava a raccontare chi fosse davvero Ramil. Così, insieme all’operatrice all’integrazione Maria Bianco, è nato un portfolio costruito passo dopo passo, capace di restituire il suo percorso artistico, i lavori realizzati e la sua identità professionale.



Come ci ha raccontato Maria: «Fin dal primo incontro con Ramil è stato chiaro che il suo percorso non poteva essere ridotto a un semplice inserimento lavorativo qualsiasi. Ramil è un artista, e come tale va riconosciuto. Per questo mi sto impegnando affinché il suo talento venga valorizzato e possa esprimersi pienamente, partecipando a progetti artistici e culturali importanti sul territorio.Il nostro lavoro non è solo accompagnare le persone nell’autonomia, ma creare le condizioni perché le competenze, le passioni e i sogni non vadano persi. Credo fortemente che investire sul talento di Ramil significhi arricchire non solo il suo percorso personale, ma anche la comunità che lo accoglie. L’arte è un linguaggio universale e può diventare un ponte reale tra culture, storie e territori.»

Quel portfolio è diventato una chiave, condivisa con una rete di contatti costruita nel tempo, tra cui Angelo Nuzzolo della Formedil. La svolta arriva in modo rapido e quasi inatteso. Nel giro di pochi giorni, grazie alla disponibilità e alla visione del prof. Ignazio De Lucia e di Angelo Nuzzolo, Ramil viene invitato a partecipare alla Manifestazione Finale del Progetto “Complesso Monumentale di Santa Sofia”, modulo del progetto Scuola Viva, tenutasi presso il Salone di Rappresentanza di Confindustria / ANCE Benevento.



Durante l’evento, Eleonora Capuano, assistente sociale, ha raccontato ai presenti anche cos’è il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) e come opera concretamente il SAI di Baselice, spiegando il lavoro quotidiano che accompagna le persone accolte non solo nell’inclusione sociale, ma nella valorizzazione delle competenze e dei talenti individuali.
Con pochi attrezzi – il resto è rimasto in Turchia – e con l’argilla acquistata per l’occasione, Ramil ha realizzato dal vivo una riproduzione della Chiesa di Santa Sofia, dando forma alla materia davanti agli studenti dell’Istituto Tecnico Costruzioni, Ambiente e Territorio. Un gesto semplice e potentissimo: le mani che lavorano, il sapere che si trasmette, il talento che dialoga con il territorio.



Alla manifestazione erano presenti, tra gli altri, il vescovo Mons. Acrocca, la viceprefetto Maria De Feo e i presidenti di ANCE e FORMEDIL. Tutti sono rimasti colpiti dalla bravura di Ramil e dal valore dell’iniziativa, che ha permesso di mostrare ai ragazzi come passione, competenza e conoscenza non abbiano confini, e come vadano sempre riconosciute e valorizzate.

Oggi si lavora anche sul riconoscimento del suo titolo di studio, già tradotto e certificato, e si aprono nuove prospettive, tra cui nuovi inviti nelle scuole.

Quella di Ramil non è soltanto una storia di integrazione, ma un esempio di come la fiducia, il lavoro di rete e il coinvolgimento della comunità possano creare le condizioni per il riconoscimento del talento e la sua trasformazione in un percorso professionale stabile, a beneficio dell’intero territorio.

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