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Premio Inclusione 3.0 per il CSP “è più bello insieme” dall’Università di Macerata

C’è un filo che unisce ogni gesto, ogni storia, ogni traguardo raggiunto dal CSP “È più bello insieme”. Ed è proprio quel filo, fatto di relazioni, fiducia e condivisione, che oggi celebriamo con ancora più forza, grazie al Premio Inclusione 3.0, conferito lo scorso sabato nell’ambito della Settimana dell’Inclusione promossa dall’Unimc / Università degli Studi di Macerata

Perché sì, è più bello insieme.

È più bello quando le differenze diventano ricchezza.

È più bello quando nessuno resta indietro.

È più bello quando ogni persona trova il proprio spazio, la propria voce, il proprio cammino.

La cerimonia, ospitata nella suggestiva aula sinodale della Domus “S. Giuliano” a Macerata, durante la quale sono stati trenta i premiati in cinque sezioni (scuola, lavoro, cultura, sport e vita indipendente), è stata inaugurata dal Rettore John Francis McCourt e condotta dal giornalista RAI Stefano Buttafuoco, in un contesto ricco di presenze e significati, dove il mondo accademico, istituzionale e il Terzo Settore si sono incontrati. Insieme.

Questo riconoscimento ha per noi un valore profondo, perché non premia solo un progetto, ma un modo di costruire comunità: passo dopo passo, relazione dopo relazione. Insieme. Dal 2001. È un incoraggiamento a continuare, a fare di più e meglio, affinché nessuno resti indietro e ogni persona possa trovare il proprio spazio, la propria voce, il proprio cammino. Sempre insieme.

Abbiamo voluto dedicare questo premio a tutte le persone che ogni giorno si fidano e si affidano a noi, alle loro famiglie e agli operatori che con passione trasformano il lavoro quotidiano in presenza e vicinanza. Perché ogni conquista è tale solo quando è condivisa. Quando è insieme.

A ritirare il riconoscimento sono stati Liliana Apollonio e Alessandro Rossi, ma idealmente su quel palco c’era un’intera comunità: fatta di storie intrecciate, di mani che si sostengono, di sguardi che si riconoscono. È più bello. Insieme.

La premiazione è avvenuta per aver costruito “una realtà in grado di accompagnare le persone con disabilità nel loro progetto di vita attraverso laboratori, attività sociali, percorsi riabilitativi e opportunità di inserimento lavorativo, promuovendo un approccio integrato e orientato alla partecipazione. Ispirato a una visione comunitaria, il progetto valorizza una prospettiva educativa concentrata sulla persona, capace di sostenere percorsi di autonomia nel rispetto dei bisogni e delle potenzialità individuali; un’esperienza significativa che dimostra come la comunità possa diventare uno spazio concreto di crescita, solidarietà e inclusione favorendo relazioni autentiche e contesti di vita generativa”.

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