Presso la Sede Nazionale “Sale della Terra” di Pietrelcina, lo scorso 11 luglio si è tenuta la seconda giornata di celebrazioni del Decennale, con il terzo dei quattro panel tematici previsti dal programma: “La pace dei granelli di sale – l’Europa e l’attesa dei Corpi Civili di Pace”. Moderato dal presidente Angelo Moretti, l’incontro ha rappresentato un momento di dialogo profondo e articolato sul ruolo delle istituzioni europee, della finanza etica e della società civile nella costruzione concreta di percorsi nonviolenti e di coesione sociale.



La mattinata si è aperta con la relazione di Emanuela Laschera, responsabile del DIT Calabria per il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione). Laschera ha illustrato il modello virtuoso sviluppato nei comuni dell’Alto Jonio cosentino (Roseto Capo Spulico, Montegiordano, Oriolo, Canna, Nocara, Albidona), dimostrando come l’accoglienza non sia un concetto astratto, ma un volano contro lo spopolamento e una risposta concreta ai bisogni demografici ed economici delle aree interne. Dalla nascita di cooperative di comunità (“Unjonica” e “Tesoro di Roseto”) fino ai progetti per l’infanzia, la Calabria si attesta come un laboratorio a cielo aperto di innovazione sociale.
A seguire, il presidente Angelo Moretti ha introdotto la case history del “Peace Village” a Brovary, in Ucraina. Partendo dal ribaltamento del concetto di “glocale” — «pensare localmente per agire globalmente» —, Moretti ha ripercorso la genesi della struttura in container a forma di simbolo della pace progettata dall’architetto Mario Cucinella e le numerose missioni promosse in Ucraina con il MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta). Tra i prossimi appuntamenti annunciati, la manifestazione “Adesso Odessa”, in programma dal 25 al 28 agosto ad Odessa.
L’intervento del Cardinale Zuppi: «La fraternità ci rende civili»
Uno dei momenti più intensi del panel è stato il saluto in collegamento di S.E. Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nel rivolgere gli auguri a “Sale della Terra” per i suoi primi dieci anni, il Cardinale ha sottolineato come la pace non sia un’utopia per sognatori:
«Abbiamo un Papa che ha chiesto a tutte le comunità e a tutte le parrocchie di essere case di pace e di convivenza. In un mondo dove prevale la logica della forza e dove gli organismi internazionali vivono una forte crisi, c’è enorme bisogno di esserci e di ricostruire la fraternità che ci rende uomini civili. La pace e la nonviolenza non sono un elemento facoltativo, ma costitutivo delle nostre comunità».
Visione e strumenti: il dialogo, la diplomazia dal basso e la finanza etica
La portavoce del MEAN, Marianella Sclavi, ha richiamato l’esito della recente presentazione della proposta sui Corpi Civili di Pace al CESE di Bruxelles insieme ai rappresentanti della società civile ucraina. «La società civile non è solo destinataria di sicurezza, ma ne è co-creatrice», ha ricordato Sclavi, evidenziando come l’ascolto attivo e l’approccio partecipativo — attuato sia nei piccoli comuni del welcome sia nelle grandi trasformazioni urbane (come l’esperienza della città di Nantes) — siano le vere armi della democrazia.
Sulla stessa linea Pinuccia Montanari, docente universitaria e attivista del MEAN, che ha rievocato il pensiero di Alexander Langer. «L’Europa deve riscoprirsi come potenza civile e non come potenza del riarmo. I Corpi Civili di Pace rappresentano uno strumento professionale e organizzato di prevenzione, gestione e mediazione dei conflitti, fondato sull’empatia, sulla competenza e sulla capacità di stare nella complessità». Montanari ha inoltre ricordato la necessità di supportare la proposta per l’istituzione dei Corpi Civili di Pace a livello europeo e nazionale.
Il quadro si è completato con la relazione di Teresa Masciopinto, Presidente della Fondazione Finanza Etica, che ha spostato l’attenzione sulle risorse economiche: «La pace è anche una questione economica. I dati SIPRI ci dicono che la spesa militare mondiale ha raggiunto cifre record, e i piani europei rischiano di drenare risparmio privato verso la produzione bellica. La finanza etica serve a ricordare che rendimento e responsabilità devono camminare insieme. Con i nostri risparmi siamo chiamati ad orientare i mercati verso la tutela dei diritti, della salute, della scuola e dell’ambiente, sottoscrivendo iniziative come la proposta di legge d’iniziativa popolare ‘Un’altra difesa è possibile’».
Al termine degli interventi, i partecipanti si sono ritrovati in uno spazio dedicato per il Coffee Break curato da Campagna Amica e per consultare le testimonianze viventi della “Human Library”, un format che permette ai visitatori di dialogare con gli operatori e i beneficiari dei progetti firmati “Sale della Terra”, confermando come ogni persona e ogni piccola comunità possa farsi “granello di sale” e generatore di pace.












