La #WelcomingWeek2025 si è conclusa lo scorso giovedì a #Pietrelcina con un appuntamento dedicato al tema dell’accoglienza, del lavoro e della cooperazione. Un momento di confronto che ha messo in luce buone pratiche, risultati concreti e sfide ancora aperte.
Ad aprire l’incontro è stato Giulio Ricotti, coordinatore dell’area SAI “Sale della Terra”, che ha ribadito con forza un principio fondamentale: l’accoglienza non è un atto di generosità, ma un diritto umano essenziale per chi fugge da guerre, crisi economiche e climatiche.

Ricotti ha ricordato come il sistema SAI sia cresciuto grazie alla dedizione degli operatori sul campo, ma si trovi oggi immerso in un quadro politico e normativo spesso confuso e distante dai bisogni delle persone. Proprio per questo ha lanciato un messaggio chiaro: occorre tornare a mettere le persone al centro, interrogandosi su come garantire un’accoglienza degna del diritto che rappresenta, soprattutto in un momento storico in cui tale necessità è più urgente che mai.

Sul tema della “buona accoglienza” si è inserito l’intervento di Antonio Luongo, progettista sociale della rete, che ha presentato i risultati del progetto “Buon Lavoro”.
Il percorso, sviluppato in collaborazione con l’Associazione Allevatori Campania/Molise, ha offerto ai beneficiari un corso intensivo sulla ferratura e la cura dello zoccolo, aprendo l’accesso a un settore specialistico e altamente richiesto come quello della mascalcia. I giovani accolti nel circuito SAI hanno ricevuto una formazione teorica e pratica e un kit professionale completo.
Il progetto ha incluso anche moduli formativi nel settore vitivinicolo e oleario, con l’apprendimento di tecniche di potatura, raccolta e gestione delle attività in vigna e uliveto. I risultati sono stati significativi: 5 tirocini attivati e inserimenti lavorativi presso aziende del territorio beneventano.

A seguire, il coordinatore del SAI Pietrelcina, Luigi Fariello, ha dato spazio alle testimonianze dirette di due protagonisti del percorso di accoglienza locale.
Boubacar, attualmente beneficiario, ha raccontato il proprio percorso fatto di studio della lingua italiana, partecipazione a corsi di formazione e coinvolgimento in tirocini professionalizzanti.
Omar, invece, accolto circa dieci anni fa, ha condiviso la sua storia di piena integrazione nel tessuto sociale e lavorativo di Pietrelcina, diventando un esempio concreto del valore a lungo termine dell’accoglienza.

In chiusura, i soci della Cooperativa Ilex hanno ricostruito la storia della rigenerazione della villa comunale: uno spazio devastato dall’alluvione del 2015, che grazie alla vittoria del bando Legacoop è stato trasformato nel 2019 in un ecoparco restituito alla cittadinanza.
La giornata ha dimostrato quanto accoglienza, formazione e cooperazione possano generare non solo opportunità individuali, ma veri processi di sviluppo comunitario.














