[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” da_disable_devices=”off|off|off” global_colors_info=”{}” da_is_popup=”off” da_exit_intent=”off” da_has_close=”on” da_alt_close=”off” da_dark_close=”off” da_not_modal=”on” da_is_singular=”off” da_with_loader=”off” da_has_shadow=”on”][et_pb_row _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][et_pb_text _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”]
Sale della Terra è una mano tesa a dare e ricevere aiuto, una mano che aiuta l’altra, è la forza del volontariato e della progettualità messe in campo per sostenere i più deboli e fragili. Sale della Terra è cooperazione, è rete tra terzo settore e territorio.
Sale della Terra è ‘L’Arca di Noè’, il nuovo spazio a San Salvatore di Fitalia pensato per i bimbi del Sai e per quelli di tutta la comunità locale. Una sorta di ludoteca che nasce, dalle fondamenta alla proposta di attività offerte, dall’equipe guidata da Angela Natoli e dalle mani laboriose dei volontari dell’associazione ‘Arecc ovd’. Le luci si sono accese sui centralissimi locali del civico 19 di via Vittorio Emanuele il 24 maggio scorso.
[/et_pb_text][et_pb_gallery gallery_ids=”19669,19668,19671,19666″ show_title_and_caption=”off” show_pagination=”off” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” hover_enabled=”0″ global_colors_info=”{}” sticky_enabled=”0″]
“Volevamo ringraziare tutti per aver condiviso con noi questo momento – hanno commentato i ‘creatori’ de L’Arca in occasione dell’inaugurazione – Ringraziamo in particolar modo il sindaco, Padre D’Omina e le associazioni fitalesi: la loro presenza è stata fonte di ispirazione a fare sempre di più per il nostro territorio ricco di gente fantastica e piena di risorse. Infine ringraziamo le attività commerciali che ci hanno supportato ed augurato un buon inizio”.
Il progetto, fortemente voluto dall’equipe di Natoli si pone come una risposta concreta ai bisogni non solo del Sai ma dell’intera comunità. Porte aperte ad un luogo dove i bambini potranno esplorare divertendosi, restando sotto la supervisione di professionisti. Non una ludoteca in senso stretto ma, piuttosto, un luogo pensato perché gioco e apprendimento possano incontrarsi, dove i bambini possano socializzare e sviluppare le proprie competenze. Tra i servizi offerti, infatti, laboratori ricreativi, attività destinate e pensate per i più piccoli e spazi riservati al supporto scolastico per i più grandicelli. Una storia che comincia da lontano quella de ‘L’Arca di Noè’, che racconta dell’impegno dell’equipe del Sai ma, soprattutto, della sinergia con ‘Arecc ovd’, oltre che con l’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Pizzolante.
Una storia di quelle in cui a vincere non è solo San Salvatore ma, soprattutto, il gioco di squadra e la cooperazione tra terzo settore ed enti locali. La Rete, insomma. Tutto è partito da una sorta di analisi dei bisogni che interessano la comunità del Sai ma anche dell’intero territorio e da un’attenta ricognizione dei servizi effettivamente offerti in paese. In particolare, l’attenzione dell’equipe di via Colonnello Musarra si è concentrata su quei servizi mancanti a San Salvatore che potessero offrire ai genitori delle famiglie del Sai e a quelli di tutte le famiglie del territorio la possibilità di andare a lavorare con la serenità di lasciare i propri figli in uno spazio pensato e realizzato per i loro bisogni.
Sì, perché per le beneficiarie del progetto, badare ai propri figli ha fortemente limitato, fino ad ora, la possibilità di frequentare il CPIA, di svolgere tirocini o corsi di formazione. Tutte attività fondamentali per il loro inserimento sociale e il loro percorso verso il raggiungimento di un’autonomia economica, lavorativa e abitativa. In un primo momento il ‘problema’ ha trovato una soluzione tra le mura della casa di una beneficiaria che si occupava di tutti i bimbi del progetto in assenza delle rispettive mamme. Una soluzione ovviamente momentanea cui ha dato risposta l’idea de ‘L’Arca di Noé’.
[/et_pb_text][et_pb_gallery gallery_ids=”19674,19672,19673,19675″ show_title_and_caption=”off” show_pagination=”off” _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” global_colors_info=”{}”][/et_pb_gallery][et_pb_text _builder_version=”4.27.4″ _module_preset=”default” hover_enabled=”0″ global_colors_info=”{}” sticky_enabled=”0″]
Un’idea che ha cominciato a farsi concreta quando è stata individuata una struttura, nel pieno centro del paese, che potesse rispondere alle caratteristiche richieste: sale ampie, tanta luce, spazi da poter dedicare al gioco e alle altre attività previste dal progetto. Quindi lo step successivo e il contributo fondamentale di Tatiana Barone, operatrice del Sai, che ha seguito e curato i lavori.
Finalmente, il 24 maggio, la tanto agognata inaugurazione del locale. Presenti l’equipe del Sai, il primo cittadino, il parroco e numerosi fitalesi con i propri figli che hanno subito ‘testato’ gonfiabili e piscine di palline allestiti per loro. In prima linea anche i destinatari indiretti del progetto: Mariam e Nada, egiziani rispettivamente di 12 e 9 anni, i gemelli di 4 anni Hamza e Musk, pure provenienti dall’Egitto, i tunisini Mariouma e Khalil, entrambi undicenni, la piccola Nawa, senegalese, di appena 10 mesi, Savio, cingalese, il più piccolo di casa con i suoi 5 mesi, Artem di nazionalità ucraina e altri 4 bambini nigeriani usciti dal progetto da pochi mesi.
Destinatarie dirette del progetto saranno invece le mamme del Sai e, insieme a loro, tutte le famiglie che necessitano di un ‘aiuto’ per conciliare impegni lavorativi e cura dei propri figli o che, semplicemente, vorranno far vivere loro momenti e spazi di socializzazione e scambio culturale, di gioco e apprendimento o, per dirla in pillole, di crescita personale.
“Sono orgogliosa di guidare una equipe attenta ai bisogni dei beneficiari che accogliamo e alle esigenze dei concittadini che quotidianamente lavorano per migliorare l’integrazione e favorire le relazioni interpersonali – ha commentato la coordinatrice del Sai, Angela Natoli – Una comunità pronta all’accoglienza e un gruppo di operatori che lavorano con passione hanno consentito di rispondere ai bisogni del territorio, con il coinvolgimento di istituzioni e privato sociale, creando connessioni e bellezza”.
A ‘L’Arca di Noè’, intanto, non si perde tempo: primo evento in programma questo venerdì con un Open day in cui la coach Jessica Cutello introdurrà bambini e ragazzi ad un corso di danza moderna e hip hop che prenderà il via a giugno negli spazi di via Vittorio Emanuele, 19. “Nella danza – spiegano gli organizzatori – ogni passo è un traguardo, ogni movimento è una vittoria. Un’esperienza che farà sentire bambini e ragazzi parte di qualcosa di grande: perché la danza è il linguaggio nascosto dell’anima”.
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]



