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Piccoli segni di vicinanza al popolo dell’Ucraina

100 attivisti italiani sono arrivati a Kyiv, mercoledì 10 luglio, per una nuova missione (l’undicesima) del Mean, il Movimento europeo di azione nonviolenta. Visitato l’ospedale pediatrico “Okhmatdyt” di Kyiv colpito lunedì 8 luglio da un missile russo

Il Corpo, la Pace, Civile. In queste tre parole è racchiusa la proposta del Mean (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta), che punta a istituire dei corpi civili di pace europei. Il pensiero ispiratore è di Alexander Langer, ecologista e costruttore di pace morto suicida il 3 Luglio del 1995 dopo una vita spesa per la pace da cercare dal basso, in maniera democratica e partecipata dai cittadini. Su questa idea il movimento organizza delle missioni di pace partendo dal basso nei territori martoriati dalle guerre, per ascoltare la gente, le persone che vivono in conflitto, per avviare dei percorsi di pace, dei processi di pacificazione.

L’idea dell’attivista era la creazione di corpi civili di pace, un’unità formata da civili con compiti di prevenzione dello scoppio violento dei conflitti e per prevenire situazioni di guerra e per pacificare i territori che si affrontano in un conflitto con un approccio di peacekeeping richiesto dalle parti.

A Kyiv con il Mean

L’undicesima missione si è svolta a Kyiv, capitale dell’Ucraina che dal febbraio del 2022 subisce l’invasione russa che vuole azzerare l’identità di quel popolo e resiste con dignità e le forze che possiede. Il Mean, a cui ha aderito anche l’Azione cattolica italiana, ha quindi lo scopo di portare nei territori le persone, gli attivisti che ascoltano, che vivono quel territorio come fanno gli abitanti, condividendo con loro gli allarmi missile, che ti costringono a riparare sottoterra, a non-vivere la sera per paura dei razzi, a rimanere senza corrente elettrica per diverse ore o sopportando il sottofondo di rumore provocato dai generatori di corrente elettrica.

La missione si è svolta dal 11 al 12 Luglio 2024 e ha avuto tre blocchi di partecipazione importante per la condivisione di esperienze di pace. La prima è stata la visita, tre giorni dopo essere stato colpito da un razzo, dell’ospedale pediatrico della capitale dell’Ucraina. Un momento di vicinanza, di cordoglio alle piccole vittime di quel gesto folle che ha colpito un luogo di cura e di crescita dei più piccoli e dei più fragili.

Un secondo momento di preghiera ecumenica ha visto in piazza Sofia le diverse religioni pregare Dio affinché l’uomo non scelga più la guerra e decida di far convivere le diverse opinioni sulla base dell’essere umani.

I contributi dei partecipanti italiani

E infine un terzo momento di studio e approfondimento che ha voluto raccogliere contributi dai partecipanti italiani (più di 70) e ucraini che vivono la dimensione quotidiana della guerra. I temi trattati sono stati cinque:…

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https://azionecattolica.it/vicinanza-popolo-ucraina/

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