Si è conclusa ieri l’XI missione del Movimento europeo di Azione nonviolenta a Kyiv, con un incontro al Palazzo di Ottobre dove i partecipanti italiani insieme ai referenti ucraini hanno affrontato in diversi gruppi di lavoro alcuni temi complessi sulla pace. Dai “corpi civili di pace europei” alla “Commissione per la verità e la riconciliazione”, al ruolo del dialogo interreligioso ed ecumenico, fino alla delicatissima ferita dei “traumi di guerra”
Articolo di M. Chiara Biagioni su SIR
(da Kyiv) Dare corpo alla pace. Con questo obiettivo, dopo la preghiera in piazza Santa Sofia di Kyiv, gli attivisti del Mean si sono dati appuntamento al Palazzo Ottobre per un incontro finalizzato a individuare idee, mettere in campo proposte concrete e azioni comuni per sostenere il difficilissimo cammino di un popolo in guerra ad uscire dalla crisi e ricostruire il Paese. Un’intensa mattinata di lavoro, dove divisi per gruppo tematici, insieme a partner e interlocutori ucraini, si sono affrontati temi complessi. Hanno partecipato ai lavori anche il nunzio apostolico di Kyiv, mons. Visvaldas Kulbokas, e Vadim Hakaichuk, presidente del Comitato ucraino per l’integrazione europea. “È un lavoro in working in progress”, dice Marianella Sclavi, portavoce del Mean, che confluirà con le sintesi di quanto emerso in un e-book che circolerà tra i partecipanti e farà poi da piattaforma alle iniziative future.
Ai tavoli di lavoro si è parlato dei corpi civili di pace europei, “una proposta innovativa – spiegano i volontari del Mean – di grande potenziale e alto valore simbolico per la gestione delle crisi, la prevenzione e la risoluzione pacifica dei conflitti”. Per “corpi civili di pace” si intende il dispiegamento di specialisti civili preparati a scendere sul campo e a mettere in atto misure pratiche per la pace, quali l’arbitrato, la mediazione, la mitigazione degli effetti post-trauma, gli aiuti umanitari, il monitoraggio dei diritti umani. Nascono dall’idea di….
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